Continua a esserci tensione a Casal Bruciato, dove una famiglia rom è oggetto da due giorni di insulti e minacce in seguito alla legale assegnazione di una casa popolare. Sul posto, oltre ad alcuni residenti, è presente anche l'organizzazione di estrema destra CasaPound. Fanpage.it ha intervistato in merito Giovanni Zannola, consigliere comunale del Pd che a gennaio ha presentato una mozione per sgomberare lo stabile di via Napoleone III.

Sono ore di terrore per la famiglia rom assegnataria di una casa popolare Casal Bruciato, minacciata di morte e insultata sin dal suo arrivo. Perché nessuno la sta tutelando, nonostante la sua situazione sia pienamente legale?

Questa infatti è una delle vergogne più grandi. Perché il ministro dell'Interno interviene dappertutto e non sta dicendo nulla? La sindaca dovrebbe difendere un'assegnazione fatta dall'amministrazione in maniera trasparente ma non sta facendo nulla. E c'è un prefetto appena insediato che dovrebbe mandare via chi sta facendo il presidio lì davanti. E stiamo parlando di una protesta senza senso, contro la legittima assegnazione di un alloggio a una famiglia che vive in questa città. Bisognerebbe intervenire perché sta generando una questione di ordine pubblico come è successo a Torre Maura o a Giugliano in Campania.

Perché prefettura e Comune non sono intervenuti?

Secondo me un po' stanno sottovalutando la gravità della situazione. La prefettura forse deve essere sollecitata dalle forze politiche e sociali. Quello che spero è che non si stia facendo in modo di creare un clima utile agli alleati di governo (almeno per quanto riguarda il M5s). E, seconda cosa, la questione rom è talmente spinosa che non si ha il coraggio di affrontarla per quello che è, facendo in modo di garantire a persone e cittadini che stanno in questo paese gli stessi identici diritti e tutele degli altri.

Perché l’estrema destra è lasciata libera di agire, parlando a nome di interi quartieri quando si tratta di pochi residenti?

Questa cosa la possiamo raccontare un po' con ‘Suburra', la serie: fa comodo generare caos nei quartieri e fa comodo anche trasversalmente, perché intorno all'assegnazione delle case popolari c'è un interesse non solo politico, ma anche criminale. Non sono un magistrato, ma diciamo che costruire un clima anti rom in periferia aiuta l'estrema destra a prendere consensi dato che mi pare siano soggetti politici sostenuti dal governo di questo paese. Abbiamo un ministro dell'Interno che ci va a cena, ci fa i libri, ecc… e questa cosa aiuta ovviamente il loro consenso elettorale.  C'è poi un attacco alle  assegnazioni trasparenti degli alloggi, che forse per qualcuno non è positivo perché ha altri interessi. Quello che è necessario però, è che tutte le forze democratiche e progressiste si organizzino meglio e trovino più coesione.

Emergenza abitativa e chiusura dei campi rom: come risolvere questi problemi e dare una casa a tutti?

Sarebbe semplicissimo: bisogna costruire nuovi alloggi popolari, razionalizzare l'esistente, e far sì che chi ha perso titolo e diritto non rimanga dentro. Ci deve essere un controllo su tutto il sistema. Rispetto al superamento dei campi, non esiste solo l'assegnazione della casa, ma ci sono tutta una serie di strumenti che l'amministrazione deve essere in grado di mettere in campo, come la possibilità di inclusione lavorativa o un sostegno al reddito per affittare un alloggio che non deve essere per forza popolare. Ci sono varie cose che potrebbero essere fatte, ma siccome quella dei rom è una questione elettoralmente rilevante, non viene affrontata con coraggio da nessuno. Perché Giugliano, ad esempio, è un comune governato dal centro sinistra e la situazione è la stessa, non c'è la sensibilità adatta ad affrontare la questione.