Fabrizio Piscitelli
in foto: Fabrizio Piscitelli

Non un piano che andava avanti da mesi, ma un omicidio organizzato in poco tempo e deciso in fretta dai mandanti. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, sarebbe questa una delle ipotesi più probabili per le quali propendono gli inquirenti che indagano sul caso dell‘omicidio di Diabolik. La pista? Sempre quella della criminalità organizzata, forse albanese. Ed è nei telefoni e nei computer di Fabrizio Piscitelli che la polizia spera di trovare una traccia che porti al killer, magari anche al suo nome. A uccidere il capo degli Irriducibili, infatti, potrebbe essere stata proprio la persona che la sera del 7 agosto gli ha dato appuntamento al parco degli Acquedotti. E che, evidentemente, non si è mai presentata. Al suo posto un sicario, un assassino professionista travestito da runner, che ha ammazzato Piscitelli con un solo colpo sparato dietro l'orecchio sinistro e che lo ha ucciso sul colpo.

Omicidio Diabolik, l'analisi sui cellulari e i computer

Sono circa dieci i cellulari di Diabolik in possesso degli inquirenti, che li stanno analizzando nei minimi particolari. Con tutta probabilità è che gli ha dato appuntamento ad avergli teso la trappola che ha posto termine alla sua vita. La polizia ha interrogato più volta la guardia del corpo di Piscitelli, un cubano residente da anni in Italia, e che era stata assunta da Diablo solo una decina di giorni prima dell'omicidio. "Arrestatemi se volete, io non so nulla". L'uomo ha dichiarato di non aver visto il killer in faccia e di non avere idea di chi Piscitelli dovesse incontrare quella sera al parco degli Acquedotti. Non si sa se stia tenendo la bocca chiusa per paura o se davvero non sappia niente sull'omicidio di Diabolik: un omicidio che gli inquirenti credono sia maturato all'interno dei clan che a Roma si spartiscono il traffico di droga.