Diciassette feriti, due morti. Questo il bilancio della forte esplosione avvenuta nel pomeriggio in un'area di servizio su via Salaria, Rieti. Il "tributo più pesante", si legge in un comunicato del Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco USB, "lo hanno pagato i vigili del fuoco, presenti sul posto prima della deflagrazione finale. Sette di loro, cinque del distaccamento di Rieti Poggio Mirteto e due del distaccamento di Roma Montelibretti, sono stati travolti da una violentissima esplosione che ha scagliato l’autobotte a decine di metri di distanza, così come l’autocisterna all’origine della tragedia. Sei sono ricoverati negli ospedali di Rieti e Roma".

Una delle due vittime è Stefano Colasanti, 50 anni, una figlia, vigile del fuoco da 21 anni, sindacalista Uil. "Stefano è una vittima del dovere: passava di lì alla guida di un mezzo dei vigili del fuoco da revisionare, si è fermato e si è messo a disposizione. Prima gli altri, come sempre. La sua fine deve farci riflettere tutti sulla pericolosità del nostro mestiere. Oggi i riflettori si accendono nuovamente sui vigili del fuoco. Ci piacerebbe che rimanessero accesi anche quando ricordiamo ai governi che, per quanto sembri un controsenso a chiunque, i vigili del fuoco operano senza copertura Inail. Così, per dirne una", si legge ancora sulla nota dell'Usb. "Di tutto il resto adesso non vogliamo parlare. Rimane il dolore immenso, per Stefano, per i suoi familiari, per i colleghi feriti. Signori ministri, signori della politica, non chiamatelo eroe solo per scaricarvi la coscienza. Chiamate Stefano per quello che era: un vigile del fuoco, nonostante tutto, nonostante tutti voi", conclude il sindacato.