Un altro stop per l'autostrada Roma-Latina, l'infrastruttura che dovrebbe sostituire la Pontina per collegare Roma e Latina. Ieri il Consiglio di Stato ha accolto l'appello presentato da una cordata di imprese contro l'aggiudicazione definitiva al Consorzio Sis dell'opera (un project financing di oltre 2,7 miliardi di euro). Con questa sentenza la procedura avviata nel 2011 praticamente viene annullata. Per Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, l'autostrada resta "un'opera essenziale. Oggi, anche in seguito alla discussione sulle concessioni che si è aperta dopo i fatti di Genova, credo sia giusto puntare a realizzare direttamente l'opera. È arrivato quindi il momento di cambiare approccio. Perché una storia che si trascina da anni impone una riflessione su un modello adottato nel passato per la programmazione e la costruzione di opere infrastrutturali. Per questo ho proposto ad Autostrade del Lazio spa di valutare, insieme al socio Anas, soluzioni che consentano alla stessa, attraverso il modello in house, di realizzare e gestire l'Autostrada tra la Capitale e Latina".

Contenti dello stop imposto dai giudici sono invece i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che in una nota spiegano: "È l'occasione per cancellare quello che consideriamo un progetto scellerato. Un'opera che riteniamo vada nella direzione opposta rispetto a quella di miglioramento del trasporto che dovrebbe puntare sulla mobilità pubblica a scapito di quella privata. Chi continua a pensare che sia sempre necessario gettare nuovo cemento, abbattere case, espropriare terreni e distruggere il patrimonio ambientale, archeologico e paesaggistico del Lazio, ha interessi diversi da quelli al servizio dei cittadini". All'attacco anche l'ex candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Stefano Parisi: "Poiché la politica non riesce a regolare i rapporti con i privati, la sinistra statalista del Pd di Zingaretti e del Movimento 5 Stelle vuole tornare alla gestione diretta dello Stato. Peccato che l'autostrada costi 2,7 miliardi di euro che erano in gran parte finanziati direttamente dal privato. Zingaretti oggi non ha i soldi per finanziare l'opera e la Regione non ha più capienza per indebitarsi ulteriormente. Intanto sulla Pontina c'è il limite di 30 km orari perché ci sono troppe buche ed è la strada più pericolosa d'Italia. Dopo quasi vent'anni sulla Roma-Latina siamo al punto di partenza".