L’assessore regionale Valeriani
in foto: L’assessore regionale Valeriani

"Il comune di Roma doveva per tempo programmare quello che prima o poi sarebbe accaduto. Vale a dire che soluzioni esterne potessero all'infinito risolvere il problema dei rifiuti della Capitale. Roma produce 3mila tonnellate al giorno di rifiuti ed è totalmente sprovvista di impianti di smaltimento. Roma ha bisogno di impianti di proprietà che possano chiudere il ciclo dei rifiuti. I rifiuti, così come prevedono le norme nazionali ed europee, vanno gestiti in un ambito di prossimità, non si possono portare in modo libero e senza nessun problema in giro per il mondo". Così a Fanpage.it l'assessore regionale all'Ambiente Massimiliano Valeriani, che ha spiegato i motivi che hanno spinto il governatore Nicola Zingaretti a firmare una nuova ordinanza in merito alla crisi dei rifiuti di Roma. La Regione ha prorogato di 15 giorni la chiusura della discarica di Colleferro e ha obbligato il Comune di Roma a indicare una discarica alternativa entro cinque giorni: "La chiusura della discarica di Colleferro si conosceva da un anno e mezzo e Roma non ha ancora deciso come provvedere a questa emergenza. Noi proviamo ad intervenire nel momento in cui c'è un grave rischio di emergenza sanitaria. Se il Comune non prenderà decisioni immediate, lo faremo noi esercitando poteri sostitutivi", ha spiegato Valeriani.

"Raggi scorretta, spaventa i cittadini, nessun pericolo di una nuova Malagrotta"

Roma necessita di una discarica all'interno del suo territorio, secondo Valeriani, ed "è vero che i cittadini hanno molte ragioni ad essere diffidenti in merito a un nuovo sito, ma è anche vero che quello fatto nel passato non si può più replicare. La vergogna di Malagrotta, che per 30 anni è stata la discarica più grande d'Europa, non si può più replicare. Quella era una discarica senza regole, dove si interrava il rifiuto senza trattamento e senza nessuna prescrizione di natura ambientale. Oggi le discariche non sono più inquinanti e impattanti sul piano ambientale. Raccontare che le ragioni del no risiedono sul fatto che non si può replicare Malagrotta come fa Virginia Raggi è anche molto scorretto. Però le discariche ci sono in tutto il mondo, in tutte le città italiane e non è pensabile che la Capitale ne sia sprovvista".

La discarica di Colleferro chiuderà il 15 gennaio

La discarica di Colleferro, di proprietà del comune di Colleferro e in gestione alla società regionale Lazio Ambiente, chiuderà il prossimo 15 gennaio (doveva chiudere il 31 dicembre ma, come detto, è arrivata una proroga di 15 giorni): "Più di un anno fa quando abbiamo aperto l'ennesimo invaso, che ormai è praticamente colmo. Quella discarica si apriva soltanto per permettere a Roma di avere il tempo di trovare le soluzioni dentro il perimetro del proprio comune. Nell'ordinanza è stata prevista una proroga di 15 giorni, perché l'impianto è stato chiuso per qualche giorno", ha spiegato Valeriani.

"Roma deve trovare una discarica nel suo territorio"

"È arrivato il tempo in cui l'amministrazione di Roma non può pensare che il suo problema lo risolva qualcun altro. Va trovata una discarica, va trovato un sito o più siti che consentano a Roma di non essere più totalmente dipendente dall'esterno e poi vanno programmati quegli impianti che Ama deve realizzare. Entro il 15 marzo Ama deve produrre il piano industriale che deve contenere la tipologia degli impianti da realizzare e anche la tempistica", ha concluso l'assessore.