Si è spento oggi a 60 anni Fabrizio Frizzi, conduttore televisivo, attore e doppiatore amatissimo dal pubblico del piccolo schermo. Romano di Roma, Frizzi è nato e cresciuto nei quartieri bene di Roma Nord, da dove non si è mai allontanato più di tanto, diventando una presenza familiare e amichevole per i suoi vicini di casa. Da bambino viveva con i genitori in zona Balduina, dove ha frequentato le scuole del quartiere fino al liceo, quando i genitori lo hanno iscritto nell'esclusivo istituto privato di via Cortina D'Ampezzo "San Giuseppe Calanzio". Figlio di Fulvio Frizzi, distributore cinematografico e direttore commerciale di importanti società di distribuzione, tenta la strada della facoltà di Giurisprudenza ma ben presto è più attratto dal mondo dello spettacolo.

Dalla Balduina si sposta di qualche chilometro quando si sposta con Rita Dalla Chiesa andando a vivere nel quartiere di Vigna Clara, dove poi è rimasto anche dopo la separazione. Con la sua ultima compagna Carlotta Mantovan, giornalista di Sky Tg24, ha invece abitato in via della Cammilluccia e poi in via Cortina D'Ampezzo, rimanendo sempre nella stessa zona della città. “Sono sempre stato un ragazzo di Roma Nord", raccontava Frizzi qualche anno fa ad un giornale di quartiere. "Mi trovo bene – spiegava il conduttore – è una parte di Roma molto verde e luminosa, un quartiere elegante e giovanile, io ho uno splendido rapporto col vicinato e se devo proprio dire, non mi manca proprio nulla".

È scomparso Fabrizio Frizzi per una malattia

Fabrizio Frizzi se ne è andato nella notte all'ospedale Sant'Andrea dove era ricoverato. Lo scorso 23 ottobre era stato colto da un malore, rivelatosi poi un'ischemia durante la registrazione di una puntata de "L'Eredità". Dopo alcuni mesi di degenza lo scorso 17 dicembre era tornato a presentare il quiz televisivo. "L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico – aveva detto qualche mese fa in un'intervista rilasciata a Vincenzo Mollica, annunciando il suo ritorno in televisione -. L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio". Poi, parlando della malattia: "Non è ancora finita. Se guarirò – aggiunse – racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando".