Una loro collega è stata investita da un tir alla fine del proprio turno di lavoro ad Anagni, in provincia di Frosinone. E loro, altri lavoratori dei siti Unicoop Tirreno del Lazio e della sede di Vignale Riotorto, in provincia di Livorno, avevano fin da subito manifestato la volontà di aiutare economicamente la donna, Rossana Cicerchia, donandole ore di lavoro, come consentito dalla legge. Ma da un rappresentante del sindacato Cobas arriva una lamentela: l'azienda non avrebbe infatti ancora attivato alcuna procedura in merito, né avrebbe espresso solidarietà alla lavoratrice: "Il bellissimo e spontaneo gesto dei lavoratori Unicoop davanti a questa tragedia è frustrato da una dirigenza priva di alcun riguardo per il lavoro e per i lavoratori – ha affermato in un comunicato Francesco Iacovone, del Cobas nazionale -. Un comportamento assurdo che dimostra ancora una volta l’ottusità di un management che ha perso l’originario spirito che diede vita a questa particolare forma d’impresa".

La donna investita mercoledì notte, una dipendente dell'hub della logistica di Anagni di 54 anni, resta ricoverata in prognosi riservata al Policlinico Umberto I di Roma. Nell'incidente, avvenuto di notte nel magazzino di smistamento merci Unicoop sito in località Paduni, ha riportato numerose fratture scomposte, specialmente alle gambe. Iacovone punta il dito anche sulle condizioni in cui si è verificato l'ennesimo infortunio sul lavoro: "E’ stata investita su un piazzale scarsamente illuminato subito dopo aver contribuito a preparare le merci che giungono nei supermercati Coop del centro Italia. La disattenzione a questo dramma è in continuità con le recenti decisioni di svendere una parte importate del suo personale e con il clima pesantissimo che regna nei supermercati Coop", ha proseguito il rappresentante dei Cobas, che ha poi rivolto un appello all'azienda: "Noi siamo vicini a Rossana, da lavoratori e prima ancora da uomini solidali e cooperatori. Chiediamo con fermezza a Unicoop Tirreno di metterci in condizione di poter fare una piccola donazione per contribuire alle spese mediche che saranno necessarie e a quelle di viaggio che i familiari affrontano ogni giorno per recarsi a Roma. Perché altrimenti siamo alla barbarie del lavoro".