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Dimezzata la pena per il killer di Mario Pegoretti, il truccatore dei vip del cinema

Nell’aprile del 2015 Mario Pegoretti, 61 anni, fu massacrato a colpi di sassi sul volto nella Pineta Sacchetti, Roma. Una rapina finita in modo tragico per un orologio Armani falso dal valore di neanche cento euro. Responsabili due giovanissimi romeni.
A cura di Enrico Tata
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Massacrato a colpi di sassi sul volto e lasciato a terra tra i cespugli della Pineta Sacchetti. Una rapina finita in modo tragico per un orologio Armani falso dal valore di neanche cento euro. E' morto così, nell'aprile 2015, Mario Pegoretti, noto truccatore cinematografico di 61 anni. Vlad, ora 23enne, uno dei due killer, doveva scontare 30 anni di reclusione in carcere, ma ieri la sua condanna è stata praticamente dimezzata dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma. In primo grado il gup Giulia Proto aveva deciso per lui una condanna esemplare, ma oggi, secondo Il Messaggero,  i giudici dell'appello hanno deciso altrimenti motivando la loro scelta con il riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. Il 23enne era accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla minorata difesa.

I due responsabili dell'aggressione, Vlad e Theodor, quest'ultimo appena 18enne, volevano rapinare la vittima, ma Pegoretti reagì e loro lo massacrarono. In tasca aveva solo un euro e al polso un orologio falso di Armani, che uno dei due ragazzi regalò la sera stessa alla fidanzata. "Ma mica sono pentito per quello che abbiamo fatto. Solo un rimprovero, non essere scappato subito. Ora che ci hanno preso ci danno trent'anni. O forse venti", l'intercettazione shock tra i due ragazzi dopo l'arresto.  "Diciamo che siamo entrati nel parco, che quello voleva fare sesso, che noi eravamo ubriachi, che quello ha provato a saltarci addosso, che la vittima è caduta e che noi abbiamo cominciato a tirargli calci, che abbiamo preso una pietra e lo abbiamo colpito ripetutamente alla testa e che siamo andati via". Theodor è stato trovato morto il 21 luglio del 2015 nel carcere di Regina Coeli. Suicidio. Un mese prima anche Vlad si era ferito alle braccia.

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