Imponente, maestoso, è il monumento più famoso del mondo. Un’arena enorme fatta costruire dall’Imperatore Vespasiano come dono al popolo romano. Per costruirlo ci vollero solo 5 anni, dal 75 all’80 d.C., e ben 100mila metri cubi di travertino. Al suo interno morirono quasi 500mila gladiatori e almeno un milione di animali. Il Colosseo è il simbolo della Capitale, ma forse alcune cose non sono così famose. Ecco 10 curiosità sull’anfiteatro più grande dell’antica Roma. Vi ricordiamo che è anche possibile visitare il sito archeologico e sono molte le categorie che possono usufruire dell'ingresso gratis.

#1 Colosseo, un nome un mistero

I romani lo chiamavano Anfiteatro Flavio, dal latino Flavium, il nome della famiglia degli imperatori romani che iniziarono e conclusero i lavori di costruzione, cioè Vespasiano e Tito. Il nome "Colosseo" è arrivato solo nel medioevo: la teoria più accreditata è che si chiami così non per le sue dimensioni “colossali”, ma perché fu costruito vicino a una maestosa statua che Nerone fece erigere in suo onore e che sorgeva a pochi metri dall'anfiteatro. Altri dicono che derivi dalla posizione, perché sorgerebbe su un colle dove un tempo si trovava un tempio di Iside (da cui Collis Isei).

#2 Enorme? Non troppo

Nella letteratura scolastica il Colosseo è ricordato come una struttura capace di attirare tantissimo pubblico. addirittura fino a 80mila spettatori. Esattamente come lo Stadio Olimpico di Roma, per esempio. E invece, secondo uno studio sulla “realtà virtuale” condotto dall’Università della Virginia, dal Politecnico di Milano e dall’Università di Firenze, il Colosseo sarebbe stato un po’ meno grande di quanto ci aspetteremmo: i test hanno dimostrato una capienza massima di non più di 48/50 mila posti.

#3 Una meraviglia “mondiale”

Il Colosseo è una delle nuove sette meraviglie del mondo. Lo dice una classifica stilata nel 2007 da una società svizzera. Nel corso delle Olimpiadi di Sidney 2000 lo svizzero-canadese Bernard Weber lanciò un referendum mondiale via internet per determinare le "Nuove sette meraviglie del mondo". Le prime 77 opere più votate furono sottoposte poi al vaglio di sette giudici internazionali.  Tra di esse, c'erano tre monumenti italiani: il Colosseo (4° più votato), la Torre pendente di Pisa (7° più votata), il Palazzo Ducale di Venezia (26°). La scelta ufficiale delle Sette Meraviglie del Mondo avvenne a Lisbona il 7 luglio 2007 e, insieme al Colosseo, furono scelte la Grande muraglia cinese, l'antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.

#4 Star di incassi

Si, è il monumento più visitato d’Italia. Facile prevederlo. Ma la cosa impressionante è il distacco con gli altri musei e monumenti italiani. Secondo una ricerca del Ministero dei beni e delle attività culturali, il Colosseo lo scorso anno è stato visitato da 5milioni e 650mila visitatori, per un incasso complessivo di circa 40 milioni di euro. Non è tantissimo, se viene paragonato agli incassi dei film: l’ultimo film di Checco Zalone ha incassato proprio 40 milioni. Comunque, il Colosseo è primo con distacco nella classifica dei monumenti italiani più visitati. Al secondo posto c’è Pompei, con “soli” 2milioni e 400mila visitatori. Poi gli Uffizi di Firenze, con meno di 2 milioni, la Galleria dell’Accademia, Castel Sant’Angelo, la reggia di Venaria e il museo egizio a Torino.

#5 Chi ha distrutto il Colosseo?

Per circa cinque secoli il Colosseo fu usato per spettacoli di gladiatori e animali. Poi nel VI secolo d. C. il Colosseo fu dismesso e le pietre con cui era costruito furono prese e riutilizzate per altri edifici. Dal IX secolo in poi, le macerie furono usate per costruire i nuovi palazzi della Roma papale, fra cui Palazzo Barberini. Nel XIII secolo al suo interno fu persino edificato un palazzo della famiglia romana dei Frangipane e in seguito continuò a essere occupato da altre abitazioni civili. Contribuirono alla decadenza anche alcuni terremoti. Quello dell’851 per esempio fece crollare due ordini di arcate sul lato sud e il Colosseo assunse da allora l’aspetto che tutti noi conosciamo oggi.

#6 Un'arena per le battaglie navali

Secondo lo storico romano Cassius Dione “l’imperatore Tito improvvisamente riempì questo stesso teatro con acqua e vi portò cavalli e tori ed altri animali addomesticati, cui era stato insegnato a muoversi nell'elemento liquido come sulla terra. Portò anche le persone sulle navi, e fu ingaggiata una battaglia navale, come quella di Corcireani e Corinzi”. Il racconto ha lasciato agli storici una domanda senza risposta: davvero il Colosseo veniva allagato per riprodurre le battaglie marine conosciute come “Naumachie"? Il dottor Martin Crapper, un ingegnere scozzese, crede di avere la soluzione in pugno. Secondo alcune ricostruzioni e studi da lui effettuati, chiudendo il cancello principale, sarebbe stato possibile che la pressione dell´acqua raggiungesse il giusto livello e che l´arena si riempisse di quattro milioni di galloni d´acqua per una profondità di 5 piedi, entro 7 ore.

#7 Il Colosseo raccontato dalle piante

Da alcuni secoli gli esperti di botanica studiano la flora cresciuta spontaneamente all'interno del Colosseo. Più di 350 specie diverse di piante hanno messo radici tra le rovine, alcune delle quali di origine esotica e la cui crescita sarebbe favorita dal microclima dell'anfiteatro. L’ultima ricerca è del 2001 e si tratta di uno studio dell’Università Roma Tre in cui vengono catalogate e analizzate le piante del Colosseo negli ultimi 350 anni. La lista comprende 684 specie, con un picco di 420 nel 1855 e un calo fino a 242 a oggi.

#8 Il Colosseo del "Gladiatore"

Il Gladiatore, il kolossal di Ridley Scott, non è stato girato al Colosseo. Una serie di problemi hanno infatti spinto il regista a girare alcune scene nell'anfiteatro romano di El Jem in Tunisia e a ricostruirne uno a Malta, dove è stato realizzato in 19 settimane e solo in parte: il grosso è stato ricreato al computer. Poi, come spiegato in precedenza, nel film si indica la famosa arena con il nome di “Colosseo”, ma il termine nasce solo nel medioevo. Quello più giusto sarebbe stato “Anfiteatro Flavio”.

#9 Un concerto per pochi

Soltanto pochissime celebrità hanno potuto esibirsi con il Colosseo come sfondo. Non è possibile ospitare un concerto all’interno del Colosseo, ma tra i cantanti che hanno avuto questo onore possiamo citare l’ex Beatle Paul McCartney, Ray Charles, Andrea Bocelli ed Elton John. E poi Noa, Mercedes Sosa, Khaled e Nicola Piovani insieme per un concerto per la pace. Biagio Antonacci è il primo cantautore italiano a tenere un concerto pop all'interno del Colosseo, il 3 luglio del 2011.

#10 Gli omaggi letterari al “cesareo Palagio”

“Finalmente il Colosseo, la più bella rovina di Roma, termina il nobile recinto dove si manifesta tutta la storia. Questo magnifico edificio, di cui esistono solo le pietre spoglie dell'oro e de' marmi, servì di arena ai gladiatori combattenti contro le bestie feroci. Così si soleva divertire e ingannare il popolo romano, con emozioni forti, quando i sentimenti naturali non potevano più avere slancio”. Così scriveva Madame De Stael, scrittrice francese e autrice di uno dei manifesti del Romanticismo. Anche lei, avversaria dei classicisti, resta affascinata dall’Anfiteatro Flavio. Un omaggio viene reso anche dall’”eroe romantico” inglese Lord Byron. Nel “Manfredo” scrive:
Allor che ne' miei freschi
anni pellegrinava, in una notte
simile a questa, mi trovai nel circo
del Colosseo, mirabile reliquia
del romano poter. Le folte piante,
lungo quei minati archi cresciute,
piegavano, ondulando i foschi rami
sul cupo azzurro della notte, e gli astri
splendevano ad or ad or per li ampi fori
di quei ruderi illustri. Udia dal monco
lato del Tebro l'abbaiar dei cani;
ed a me più vicino il prolungato
gemito delle strigi abitatrici
del cesareo Palagio.