Ancora nessuna traccia di Vincenzo Sigigliano, il detenuto evaso ieri durante una visita medica all'ospedale Sandro Pertini. Sigigliano, recluso nel carcere di Rebibbia per truffa e falso, è fuggito con ancora le manette ai polsi: non si sa come abbia fatto a eludere i controlli delle guardie penitenziarie, ma si è allontanato a piedi su via Monti Tiburtini facendo perdere le sue tracce. Scattato l'allarme, è partita la caccia all'uomo per le vie di Roma, soprattutto nelle zone limitrofe a quelle dell'ospedale: Casal Bruciato, Pietralata e Monti Tiburtini. Per le operazioni di ricerca non sono stati impiegati solo agenti a piedi e macchine della polizia, ma anche un elicottero. Eppure, di Sigigliano, nessuna traccia. Non si sa se l'uomo abbia fatto tutto da solo o se abbia avuto un complice che lo aspettava all'esterno, magari con una macchina. Fatto sta che per ora sembra svanito nel nulla. Tra le ipotesi, che si sia nascosto in una delle tante aree verdi che si trovano nella zona del Tiburtino, o nella casa di qualche complice.

Vincenzo Sigigliano, l'arresto in Messico e l'estradizione in Italia

Classe 1972, alto 1,75 cm, Sigigliano è stato arrestato a inizio luglio in Messico con un altro gruppo di italiani perché accusato di aver falsificato attrezzature provenienti dalla Cina riconvertendole in altre di marche di prima categoria. E così trivelle, trapani e saldatrici che normalmente costavano 30 euro, diventavano oggetti della Makita o della Lincoln arrivando a costare anche mille dollari. Prezzo base? 300 euro. Sigigliano è stato arrestato con altri due connazionali: la polizia messicana stava per metterlo in libertà provvisoria quando ha scoperto che era ricercato anche in Italia. Così, lo ha estradato. Ieri mattina ha finto un malore ed è stato portato all'ospedale Sandro Pertini per una visita di controllo: da lì è fuggito intorno alle 11.