Stazione Termini di Roma
in foto: Stazione Termini di Roma

Da ieri, 3 maggio, Roma è tornata ad accogliere viaggiatori e turisti, ma l'allerta rimane alta. Soprattutto, spiega in un'intervista rilasciata al Messaggero l'assessore regionale alla Sanità D'Amato, perché "non sappiamo quanti asintomatici circolino e il virus è ancora desto". Roma, ricorda l'assessore, "è uno snodo nevralgico del Paese per i collegamenti e da e verso l'estero, perciò abbiamo chiesto ulteriori garanzie". Ai viaggiatori, infatti, verrà misurata la temperatura non solo alla partenza, ma anche all'arrivo. Un doppio controllo per essere sicuri di non fare entrare turisti e viaggiatori infetti (almeno quelli che presentano sintomi) all'interno della città. Chi verrà trovato con una temperatura superiore a 37,5 gradi dovrà fare un test sierologico e poi un tampone: al drive-in del San Giovanni per chi arriva a Termini, al poliambulatorio Santa Caterina della Rosa per chi arriva a Tiburtina. Per coloro che avranno bisogno di stare in isolamento la Regione ha attivato una convenzione con l'albergo Domus Sessoriana di piazza Santa Croce in Gerusalemme.

D'Amato: "Dobbiamo continuare a difendere Roma"

L'allerta resta altissima, ovviamente, anche all'aeroporto di Fiumicino, dove già da qualche settimana la temperatura ai viaggiatori in arrivo e in partenza viene misurata non solo attraverso i termoscanner, ma anche attraverso elmetti supertecnologici indossati dagli operatori aeroportuali. L'obiettivo dell'assessore D'Amato è continuare a proteggere Roma: "A differenza di altre grandi capitali europee che stanno pagando un tributo alto in numero di vite e di contagi, Roma sta tenendo e noi continueremo a difenderla".