Il trapianto di midollo al piccolo Alex verrà effettuato intorno a metà dicembre. Lo fa sapere l'ospedale pediatrico Bambino Gesù, dove il piccolo è arrivato stamattina. Il bimbo, 18 mesi appena, è affetto da linfoistiocitosi emofagocitica (HLH). Secondo i medici italiani il trattamento farmacologico in corso, avviato al Great Ormond Street Hospital, sta contribuendo efficacemente a contenere la malattia e verrà continuato anche a Roma. Nei prossimi giorni Alex verrà sottoposto a una serie di esami ematochimici e strumentali necessari per poi procedere al trapianto. I genitori del piccolo effettueranno esami di screening al fine di valutarne l’eleggibilità alla donazione di cellule staminali emopoietiche.

Come funziona il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitori

Il trapianto emopoietico da genitore con rimozione dei linfociti alpha/beta, spiega in una scheda l'ospedale Bambino Gesù, è una procedura basata sulla manipolazione delle cellule staminali emopoietiche prelevate dal donatore per privarle selettivamente di tutti gli elementi che potrebbero aggredire l’organismo del ricevente. In assenza di un donatore perfettamente compatibile, questa tecnica rende possibile il trapianto di cellule staminali emopoietiche (comunemente detto trapianto di midollo osseo) anche da uno dei 2 genitori (compatibili con il proprio figlio solo al 50%). In questo caso le percentuali di guarigione
sono sovrapponibili a quelle ottenute ricorrendo a un donatore perfettamente compatibile. La tecnica è stata messa a punto dall’équipe di ricercatori del prof. Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare e Genetica del Bambino Gesù e viene utilizzata per il trattamento di pazienti pediatrici affetti sia da emopatie maligne (ad esempio le leucemie) che da altre patologie congenite non tumorali (come le immunodeficienze primitive e le talassemie).