Dalla lettera di Colombo ai dipinti di Canaletto: in mostra i tesori d’arte recuperati

Vasi greci e romani, capitelli, anfore e statue, sculture, un dipinto di Canaletto e uno di Guido Reni. E soprattutto la lettera in cui Cristoforo Colombo annuncia di aver scoperto l'America. Un tesoro nascosto e illegale di opere d'arte di inestimabile valore. Una collezione ritrovata grazie ai carabinieri che hanno sequestrato le opere a falsari, trafficanti d'arte, tombaroli e ricettatori. Le opere pittoriche e archeologiche recentemente recuperate, in Italia e all'estero, saranno in mostra fino al 3 luglio al Museo Storico dell'Arma a Roma in piazza Risorgimento. L'ingresso è gratuito.
Ogni opera ha la sua storia criminale. Dall'anfora chiota trovata in un caveau svizzero in due casse piene di capolavori d'arte al capitello romanico che diventa acquasantiera di una basilica in provincia di Viterbo e poi viene rubato nel 2006. L’opera, oggetto di ricettazione da parte di un collezionista svizzero, è stata sequestrata a Campione d’Italia a un antiquario di Ginevra, che l’aveva acquistata in buona fede. E poi c'è un paesaggio di Canaletto, sequestrato a Firenze prima che finisse all'estero in qualche casa d'asta. E ancora il dipinto di Guido Reni, una “Madonna in adorazione e Bambino dormiente”, trovato all'interno del caveau di un'importante Istituto di Credito. Il proprietario aveva consegnato l’opera nel 1992 alla banca per ottenere un fido, ma l'istituto si era sempre rifiutato di restituirlo.
La lettera di Cristoforo Colombo
Il reperto più interessante è però la lettera di Cristoforo Colombo ai Reali di Spagna. Stampata a Roma da Stephan Plannck nel 1493, la missiva, “Epistola…. de Insulis Indie…. nuper inventis…”, annuncia la scoperta dell'America. Nel 2012 cominciano le indagini sulla lettera e si scopre che sia negli Stati Uniti che in Italia, a Firenze, ci sono copie false della lettera, contraffazioni realizzate attraverso riproduzioni fotografiche moderne, stampate su carta antica, ma non corretta per quelle edizioni. Nel 2016 gli Stati Uniti hanno restituito all'Italia la copia autentica dello straordinario documento.
