Un uomo di 39 anni, noto pregiudicato, è stato condannato a quattro anni di reclusione dal tribunale di Viterbo, con l'accusa di aver seviziato, picchiato e umiliato la moglie. L'uomo era stato arrestato nel marzo dello scorso anno e da quel momento la donna, insieme ai due figli testimoni degli abusi, ha raccontato una sequenza di violenza da film dell'orrore. L'uomo la chiudeva in balcone in abiti intimi in pieno inverso, la sequestrava nel cassettone del divano o in un armadio per giorni di fila, l'avrebbe ustionata con un ferro da stiro e legata con una catena e un lucchetto.

Anni di violenze e abusi raccontati in aula dalla vittima

In un'occasione è arrivato a chiudergli la bocca con due spille da balia infilzate sulle labbra per impedirgli di parlare. Sette i referti medici che documenterebbero le violenze, con prognosi fino a 30 giorni, presentati in aula. In un caso, nel 2016, nella speranza di sfuggire alle percosse la donna si è gettata dal balcone rompendosi una gamba. Il racconto della donna in aula, che ha passato in rassegna anni di violenze raccontando in prima persona gli episodi più gravi, è stato riportato ampiamente dal quotidiano locale ‘Tusciaweb', che ha seguito il dibattimento in aula.

Il processo all'uomo violento

L'uomo era imputato di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e sequestro di persona, e ora si trova agli arresti domiciliari nella casa della madre dopo aver scontato un anno nel carcere Mammagialla del capoluogo della Tuscia. Durante tutta la durata del processo è stato difeso strenuamente dalla sorella e dalla madre che, secondo l'ex compagna che lo ha denunciato, sarebbero state testimoni e complici delle violenze. La difesa ha già annunciato l'intenzione di ricorrere in appello.