Cristina Leo è la prima assessora trans di Roma. Si occuperà di Politiche sociali, abitative e pari opportunità Municipio VII guidato dalla minisindaca pentastellata Monica Lozzi, dopo le dimissioni del precedente assessore. A darne notizia la stessa Leo, che su Facebook ha pubblicato una lunga nota in cui ha annunciato l'incarico, che ha iniziato a ricoprire a partire da metà ottobre. Ha spiegato di aver "aspettato un po' prima di dirlo pubblicamente, perché ho voluto che il pregiudizio, che purtroppo ancora esiste nei confronti delle persone Lgbti+, in generale, e delle persone trans, in particolare, non mi precedesse. Per me l'identità di genere è una caratteristica dell'individuo, importante, ma è la personalità e il carattere che definiscono ciò che siamo".

Leo: "Il mio obiettivo la tutela delle minoranze"

Sugli obiettivi del suo incarico non ha dubbi: "Farò del mio meglio, per tutelare gli anziani, le persone con disabilità, le persone immigrate e tutte le persone con fragilità presenti nel territorio del Municipio VII, il mio impegno sarà indirizzato alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne, della violenza di genere, alla tutela delle persone Lgbti+ e di tutte le minoranze". E ha aggiunto: "La tutela dei diritti umani, sociali e civili, dev'essere percorsa in parallelo, le forzose contrapposizioni che molti politici hanno creato, hanno solo contribuito ad alimentare la guerra fra poveri".

Chi è Cristina Leo, la prima assessora trans di Roma

Cristina Leo ha quarantatré anni e da Sannicola, in provincia di Lecce. Laureata in Psicologia nel 2004, ha discusso una tesi sull'omofobia ex è un'ex attivista del Movimento Cinque Stelle. Precedentemente ha lavorato nell'azienda di famiglia che si occupa del settore turistico e da molti anni milita nel mondo dell'associazionismo Lgbti+. Leo ha dedicato la sua nomina "alle 369 persone trans uccise nel mondo nell'ultimo periodo di riferimento e alle oltre sessanta donne uccise in Italia nell'ultimo anno. Un mio pensiero va alle donne cilene alle donne curde e a tutte le donne vittime di regimi patriarcali oppressivi".