"La crisi sarà risolta dal premier Giuseppe Conte e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel migliore dei modi. Ma non vorrei che avesse ripercussioni sulla città di Roma, soprattutto sulla questione dei rifiuti". Così si è espressa la sindaca Virginia Raggi sul terremoto politico che era nell'aria nei giorni scorsi, che ha guadagnato terreno ieri e che è stato reso ufficiale oggi, con la mozione di sfiducia presentata al Senato dalla Lega nei confronti del governo Conte. "Devono poi essere portati avanti anche altri temi come quello sui poteri speciali o i finanziamenti. Mi auguro che tutto ciò prosegua nell'interesse della Capitale", spiega la sindaca.

Ipotesi emergenza rifiuti

A preoccupare la sindaca Raggi sarebbe una possibile ripercussione della crisi di Governo sulla Capitale, che potrebbe a una nuova emergenza rifiuti a breve, proprio al rientro dei romani dalle vacanze. Secondo le informazioni apprese infatti, l'intervento di manutenzione dei due Tmb di Malagrotta, potrebbe richiedere più tempo del previsto per l'incidente probatorio, concludendosi a novembre e non a metà settembre. Allora Raggi sarà costretta a guardare altrove, per trovare locazione ai rifiuti destinati a quell'impianto. Risulterebbe critica già da ora la situazione a Malagrotta, dove gli impianti  smaltiscono quotidianamente circa 500 tonnellate di rifiuti al giorno, che si sarebbero accumulate in strada per alcune settimana. Nel frattempo Raggi chiede la proroga dell'ordinanza della Regione oltre al 30 settembre e che confermi gli spazi di conferimento e ne garantisca la disponibilità.

Lega sfiducia Conte: cosa accade ora

La Lega ha presentato al Senato la sfiducia nei confronti del Governo Conte. Un testo a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo, che pone fine all'alleanza giallo-verde tra Luigi di Maio e Matteo Salvini. A questo punto, la parlamentarizzazione della crisi è un dato di fatto e la palla passa alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che dovrà calendarizzare la mozione presentata dai senatori della Lega, probabilmente nei primi giorni della prossima settimana. I numeri a Palazzo Madama sono sfavorevoli all'attuale Presidente del Consiglio, che già aveva incassato una fiducia risicatissima sul decreto sicurezza bis, quando i sì erano stati 160 (dunque non la maggioranza assoluta dei senatori).