Arresti e perquisizioni per corruzione nei confronti di dipendenti del Comune di Roma. Dopo Mafia Capitale ecco un'altra inchiesta che rischia di far scoppiare un terremoto nella Capitale. Le indagini riguarderebbero un giro di mazzette sulla gestione di alcuni campi nomadi della Capitale, ma non hanno nulla a che fare con quelle di Mafia Capitale. Si riferiscono ad un periodo che va dalla fine del 2013 al marzo del 2014, quando Roma era governata da Ignazio Marino. Stando a quanto si apprende dalla procura, gli arrestati, quattro imprenditori delle coop e tre funzionari del dipartimento politiche sociali e salute del Comune, sarebbero accusati di corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d'asta. Si tratta degli imprenditori delle coop, Roberto Chierici, Massimo Colangelo , Loris Talone, assessore all'agricoltura al comune di Artena, e Salvatore di Maggio, presidente della cooperativa sociale Ermes, una onlus, si legge sul sito, che realizza interventi, attività, progettisocio-sanitari ed educativi a favore di persone appartenenti a fasce svantaggiate, minori e adulti in situazione di difficoltà, migranti e rom in differenti ambiti. Ermes fa parte del "Consorzio di cooperative sociali Alberto Bastiani Onlus", di cui fa parte anche l'associazione Capodarco attiva nel settore sociale dagli anni '80.

Agli arresti domiciliari c'è anche il funzionario del Comune di Roma, Alessandra Morgillo e il vigile urbano Eliseo De Luca. Disposta una misura interdittiva per il funzionario Vito Fulco. Indagata anche Emanuela Salvatori, funzionaria del comune che a novembre è stata condannata a quattro anni, col rito abbreviato, per i suoi affari con Salvatore Buzzi, a processo in seguito all'inchiesta su Mafia Capitale. L'ordinanza di arresto e' stata firmata dal gip Flavia Costantini su richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dei sostituti Carlo Lasperanza, Edoardo De Santis, Luca Tescaroli e Maria Letizia Golfieri.