Corrado Guzzanti è stato vittima di una truffa andata avanti per dieci anni, un buco da 700.000 euro nei conti del famoso comico e attore. I presunti colpevoli del raggiro ai danni del noto comico e attore, che ha regalato personaggi indimenticabili al pubblico da quasi trent'anni da Lorenzo a Quelo, fino ai più recenti Padre Pizarro e Aniene, sono il produttore Valerio Trigona Terenzio e il suo stretto collaboratore Cesare Vecchio. I fatti sarebbero andati avanti dal 2004 fino al 2013, e ora i due sono finiti a processo di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Roma. Nel corso dell'udienza tenutasi ieri a prendere la parola è stato lo stesso Corrado Guzzanti, che ha spiegato come il manager lo avrebbe convinto a investire in titoli i proventi degli spettacoli, prospettando rendimenti di tutto rispetto. Peccato che i titoli fossero carta straccia: Terenzio, approfittando della fiducia dell'attore che gli lasciava gestire le sue finanze, se ne sarebbe sistematicamente approfittato con la complicità del suo braccio destro anche lui a processo.

"È una vicenda che mi ha segnato dal punto di vista umano e professionale – le parole del comico riportate oggi da La Stampa – Nel 2004 Terenzio mi aveva proposto di investire soldi in un conto Bnl, era un conto investimenti che operava su obbligazioni tedesche che rendono il 4%. Da lì in poi invece di pagarmi regolarmente per i miei lavori mi fece vedere i prospetti, ogni tre o quattro mesi, dove lui depositava i soldi che mi doveva per la mia attività svolta". Come se non bastasse la coppia di finti amici del comico non pagano le tasse facendogli accumulare un debito di 900.000 euro. Una vicenda che ha costretto Guzzanti ad attraversare un periodo difficile e che ha visto anche il pignoramento della sua unica casa da parte di una banca.