Istituto Spallanzani
in foto: Istituto Spallanzani

In totale 114 pazienti sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus all'istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma: in 75 sono risultati negativi e sono stati già dimessi, in 39 sono tuttora in attesa dei risultati del test, si legge sul bollettino odierno. Resta positiva solo la turista cinese, "ancora in terapia intensiva ma con condizioni stabili, vigile e orientata e con respiro autonomo e ripresa dell'alimentazione". Il marito, risultato negativo ai test, è stato trasferito in reparto ordinario nei giorni scorsi e sta proseguendo "il percorso di riabilitazione".

Questo il testo integrale del bollettino di oggi, lunedì 24 febbraio:

Tutti i test di ricerca del nuovo coronavirus effettuati in questi giorni sono risultati negativi, ad eccezione della Signora cinese, ancora in terapia intensiva ma con condizioni stabili, vigile ed orientata e con respiro autonomo e ripresa dell’alimentazione.

Il marito, tuttora ricoverato in regime ordinario, prosegue il percorso di riabilitazione.

Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 114 pazienti.

Di questi, 75, risultati negativi al test, sono stati dimessi.

Trentanove sono i pazienti tutt’ora ricoverati.

Si è provveduto a formalizzare un accordo con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che prevede, nell’ambito di una estensione della già vigente collaborazione, la presa in carico dei bambini accompagnati dai genitori, con sintomatologia riferibile alla infezione da nuovo coronavirus.

24 febbraio 2020

Accordo Spallanzani-Bambino Gesù per la presa in carico dei bimbi

Lo Spallanzani informa che è stato formalizzato "un accordo con l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù che prevede, nell'ambito di una estensione della già vigente collaborazione, la presa in carico dei bambini accompagnati dai genitori, con sintomatologia riferibile alla infezione da nuovo coronavirus".

In pratica, a differenza di quanto ipotizzato inizialmente, i bambini saranno ricoverati, in caso di necessità, allo Spallanzani e non al Bambino Gesù. "Abbiamo casi delicati, ad esempio pazienti di oncologia o destinati ai trapianti: abbiamo preferito che il Bambino Gesù andasse allo Spallanzani: è un'attenzione e una collaborazione molto forte che mi pare abbia tranquillizzato tutti i genitori", ha dichiarato la presidente del Bambino Gesù.