Oltre 27mila prodotti sequestrati tra mascherine e gel igienizzante. Sono questi i numeri registrati dalla Guardia di Finanza dopo un vasto numero di operazioni su tutta la provincia di Roma. Mentre nei primi giorni di emergenza sanitaria, le Fiamme Gialle si erano concentrate principalmente sulla vendita a prezzi esorbitanti di questi prodotti, da alcune settimane le attività si sono allargate al sequestro di materiale non a norma e spesso confezionato in modo artigianale.  Fino all'uscita del decreto Cura Italia era possibile vendere questi prodotti solo con la presenza del marchio CE. Dal 17 marzo invece è possibile mettere sul mercato anche materiale sprovvisto del marchio, purché il rivenditore abbia inviato un'autocertificazione all'Istituto Superiore di Sanità nel caso delle mascherine chirurgiche, all'Inal per quanto riguarda le mascherine FFP2 e FFP3 e al Ministero della Salute per il gel igienizzante.

Come evitare il prodotto contraffatto?

Ma come può un cittadino riconoscere un prodotto non a norma? Come abbiamo accennato prima l'assenza del marchio CE è un primo campanello d'allarme ma può esserci un'autocertificazione a dimostrare l'autenticità del prodotto. "Noi consigliamo di leggere attentamente cosa viene riportato sulle scatole e sulle buste dei prodotti – ci spiega il tenente colonnello Andrea Fegatelli,  comandante del III Nucleo operativo di Roma – che vengono messi in vendita, chiedere al rivenditore quali siano le certificazioni. Se ci sono dei dubbi o comunque le persone vogliono fare delle segnalazioni, possono contattare il nostro numero di pubblica utilità 117". Saper riconoscere ed evitare prodotti non a norma è fondamentale perché non solo sono assolutamente inutili come protezione individuale ma potrebbero anche essere dannosi per la nostra salute: le mascherine, se confezionate con materiale di scarsa qualità, potrebbero addirittura risultare cancerogene.

I numeri di alcune operazioni

Nel corso di un controllo all'interno di una parafarmacia  nel quartiere Esquilino, militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano hanno sequestrato 15.700 mascherine di produzione indiana, sprovviste del marchio di qualità CE e senza alcun confezionamento in grado di salvaguardarne la sterilità. 8.000 pezzi sono stati rinvenuti all’interno dell’esercizio commerciale e altri 7.700 stoccati nel bagagliaio dell’autovettura di proprietà del titolare, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica capitolina per il reato di frode in commercio. Oltre 3.500 mascherine chirurgiche monouso, anch’esse non conformi alla normativa comunitaria e nazionale, sono state sequestrate ad un cittadino cinese che le produceva artigianalmente per poi piazzarle sul mercato completamente in nero nella quartiere Prenestino. In una ferramenta di Ardea la Compagnia di Pomezia ha individuato una settantina di flaconi, confezionati artigianalmente, recanti indicazioni errate sull’idoneità del prodotto ad eliminare batteri, funghi e virus, pertanto potenzialmente ingannevoli per i clienti, indotti a fidarsi dell’efficacia igienizzante del prodotto.