Pomeriggio di fuoco in Campidoglio per il consiglio straordinario sul tema dei rifiuti, tra proteste delle opposizioni, espulsioni dall'aula e manifestazioni dei comitati. Cominciano i consiglieri del Partito democratico che, indossando dei sacchi nera dell'immondizia improvvisano una conferenza stampa mostrando dei cartelli con su scritto "Raggi, il vento è cambiato: puzza", "Roma affoga nei rifiuti" e ancora "Raggi non Ama Roma". I dem chiedono le dimissioni dell'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari con una mozione.

Espulsi esponenti Pd e Fdi

Passano una manciata di minuti e scatta il parapiglia per le proteste. Athos De Luca, storico esponente del centrosinistra romano ora all'opposizione in X Municipio (Ostia) viene espulso dall'aula e costringe i vigili a portarlo via di peso. Poi ad essere identificato è il segretario romano del Pd Andrea Casu. Ci si mettono anche Fratelli d'Italia che fanno scattare la loro protesta con cartelli e slogan: vengono espulsi Andrea De Priamo, Lavinia Mennuni e Francesco Figliomeni e la consigliera della civica Con Giorgia, Rachele Mussolini.

Protestano sindaci Città Metropolitana e comitati

Il protagonismo poi passa ai sindaci dell'area metropolitana che, capitanati da Esterino Montino (Fiumicino) e Alessio Pascucci (Cerveteri) ribadiscono che di una discarica nei loro territori per accogliere i rifiuti di Roma non vogliono neanche sentire parlare, dopo la notizia che la Città Metropolitana ha trasmesso a Ministero e Regione Lazio una mappa con sette aree così dette bianche dove possono sorgere impianti di conferimento. Intanto i comitati spingono per entrare in aula. Ci sono i cittadini che chiedono la definitiva chiusura e la bonifica del Tmb Salario, quelli di Pizzo del Prete e di Ponte Malnone.

Montanari: "Risultati si vedranno a fine legislatura"

Ad aprire la discussione l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, tra gli esponenti più contestati dell'amministrazione Raggi, tanto che anche di recente si è parlato di una sua possibile rimozione in un nuovo rimpasto di giunta. L'assessora ha chiarito che i risultati del "nuovo modello" messo in campo ci sono, ma che i risultati "andranno visti a fine mandato". "Noi il tempo ce l'abbiamo di diritto perché alla fine di questa consiliatura si valuterà se gli obiettivi che ci siamo posti saranno stati realizzati. Questa è la democrazia", ha dichiarato.

Raggi: "Non vogliamo nessuna nuova discarica"

Prende la parola la sindaca Raggi che insiste particolarmente sulla questione di una nuova discarica: "Roma non vuole discariche e la Città Metropolitana non vuole discariche. Lo dico ai sindaci che sono qui: non vogliamo altre discariche. Mistificare la questione delle aree bianche non farà prendere più voti alle europee. Serve il coraggio di dire che è il momento di cambiare tutto. Io sono certa che i miei colleghi sindaci saranno solidali nel votare con noi in Città Metropolitana un atto in cui si dice che l'area metropolitana non vuole altre discariche o inceneritori. Qui abbiamo avuto Malagrotta e non vogliamo aprirne di nuove, noi no. Per far questo, però, dobbiamo andare tutti convintamente insieme in un'altra direzione. L'incendio del Tmb ha segnato un punto di svolta da cui non si torna indietro. Al suo posto ora ci sarà un centro direzionale Ama, l'area verrà restituita alla città".

Bagnacani (Ama): "Evitata emergenza gravissima"

Durante la discussione è intervenuto anche l'ad di Ama Lorenzo Bagnacani che, pur non nascondendo le difficoltà, sottolinea come la città "non è in emergenza" e anzi "ne ha evitata una gravissima". "L'11 dicembre è venuto meno l'impianto del Salario non solo con una capacità di trattamento di 600 tonnellate al giorno, ma anche un centro logistico Ama e una stazione di trasferenza, proprio prima di Natale periodo di picco della produzione dei rifiuti. Nonostante questo – ha spiegato Bagnacani – L'azienda ha messo in campo un massimo sforzo erogando una forza lavoro come mai fatto nel periodo natalizio in tutta la storia dell'Ama. Il 31 di dicembre l'Ama ha erogato il 300% di ore lavoro rispetto allo stesso giorno del 2017 che aveva comunque ampliato il servizio rispetto all'anno precedente. Molti lavoratori hanno rinunciato a passare le feste con le proprie famiglie e questo ha permesso di scongiurare una crisi. Siamo comunque consapevoli che non sono stati evitati tutti i disagi, ma il rischio più grosso lo abbiamo evitato".