"Voglio rassicurare i commercianti romani e non solo: elimineremo completamente la tassa di occupazione di suolo pubblico nel 2020. Questa operazione ci costa 90 milioni ed è frutto di una battaglia che insieme ad altri sindaci abbiamo fatto con il governo. Nelle prossime ore firmerò anche un'ordinanza che consente agli imprenditori di aumentare il suolo pubblico all'esterno e poter recuperare ciò che non si può fare all'interno". Lo ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi a Massimo Giletti in un'intervista rilasciata nel corso del programma ‘Non è l'arena'. La prima cittadina ha comunicato questa notizia dopo che il conduttore e giornalista le ha mostrato il video di un commerciante piegato dalla crisi economica generata dal coronavirus, e che durante questi mesi di chiusura ha ricevuto comunque una bolletta di Acea dal valore di 800 euro. "Per Acea non possiamo fare nulla, le sue tariffe dipendono dalla Rera (Rete Energia Rifiuti Ambiente, N.d.R.) che è autorità nazionale. Prometto che queste bollette potranno essere rateizzate e che non ci saranno distacchi né conseguenze".

Ordinanza contro chi getta in terra guanti e mascherine

Oltre a eliminare la tassa di suolo pubblico per il 2020, Raggi ha comunicato che sarà firmata un'ordinanza volta a punire chi getta mascherine e guanti in terra dopo averli utilizzati. "La nostra città non merita questo, Roma non deve essere imbrattata da queste bestie. Lo spirito di comunità è cresciuto e va mantenuto". Guanti e mascherine sono in questa fase obbligatorie per tutti i luoghi in cui ci si trova al chiuso, e in quelli aperti dove non è possibile garantire le distanze di sicurezza. Nelle ultime settimane è capitato di vedere alcuni di questi dispositivi gettati in terra dopo l'utilizzo: un fenomeno certamente deprecabile, ma che è rimasto relegato a pochi casi isolati.

Oggi riaprono i negozi

Oggi, lunedì 18 maggio, i negozi possono riaprire. Ingressi contingentati, obbligo di guanti e mascherine, tempo di permanenza nei locali limitato all'espletamento del servizio, prenotazioni telefoniche od online e pagamento con il bancomat. Queste sono solo alcune delle linee guida emanate da Regione e Governo per consentire la ripresa del commercio in sicurezza. Non tutti però oggi alzeranno le serrande: c'è chi ha deciso di aspettare tempi migliori e ora non ha le risorse economiche per riaprire. Un dramma, che potrebbe portare molti piccoli imprenditori sul lastrico.