Il parco regionale urbano di Aguzzano è un polmone verde che si trova tra Rebibbia e San Basilio, tra la via Nomentana e la via Tiburtina. È situato nella periferia Est della capitale e ogni giorno è frequentato da centinaia di persone. Oltre ai campetti da calcio, da basket, gli orti e la biblioteca Giovenale, vi è anche un carcere: quello di Rebibbia. Aguzzano è un parco per certi versi strano, ma amatissimo dagli abitanti della zona, abituati a passare le loro giornate nel verde della riserva. E sono sempre loro a far sì che il parco non sia completamente abbandonato a se stesso, con l'erba alta e la vegetazione che ormai ricopre interamente quello che anni fa era un campo di calcetto frequentato dai bambini della zona. Ad Aguzzano ci sono anche cinque casali: uno di questi, Alba Due, è stato occupato dagli abitanti del quartiere nel 2012, che lo hanno aperto e animato con moltissime attività. Prima, lì non c'era nulla. "In questi sei anni abbiamo fatto moltissime cose, sia a livello territoriale sia a livello cittadino – racconta Alessandro, un'attivista del Casale Alba Due – Tra queste ci sono vari progetti col museo di Casal De Pazzi e la scuola Palombini. Il nostro spazio è attraversato così da centinaia di persone, tutte diverse tra loro ma che hanno a cuore questo parco".

La questione del Casale Alba Uno

Ma cosa succede all'interno del parco di Aguzzano? "Oltre al nostro, ci sono altri cinque casali – continua Alessandro – E uno di questo lo abbiamo chiamato Alba Uno. Era stato assegnato a una cooperativa che però non lo hai utilizzato e di fatto era abbandonato. Il Comune di Roma ha deciso di acquisirlo e il Municipio IV l'ha chiesto per metterlo a bando con una destinazione d'uso che però non c'entra nulla col piano d'assetto (essendo una riserva naturale con vincoli, Aguzzano è uno dei pochi parchi regionali ad avere precisi vincoli d'uso e un piano d'assetto, N.d.R.). Per il Casale Alba Uno era prevista una Casa del Teatro o in alternativa delle attività socio-culturali per abitanti e cittadinanza. Il IV Municipio l'ha invece acquisito e ha detto di volerlo mettere a bando anche per privati a scopo di lucro, creando quindi un pericolosissimo precedente per le aree protette, perché questo non è assolutamente consentito". Il 12 dicembre 2018 è uscita la delibera di giunta in cui si decideva di mettere a bando il Casale Alba Uno per attività di "tipo food". Ossia una pizzeria con annessa scuola di pizza focalizzata sulla specialità romana. "Il IV Municipio deciso da solo senza consultare né la Regione né Roma Natura, gli altri due enti che gestiscono il parco – dice Alessandro – Tanto che entrambi hanno chiesto alla giunta di stoppare immediatamente l'iter procedurale".

La proposta alternativa dei comitati

Gli abitanti del quartiere hanno elaborato una proposta alternativa a quella della pizzeria e l'hanno presentata alle commissioni del Municipio e della Regione. Si tratta della realizzazione di un polo museale didattico con spazi multifunzione che includerebbe anche il museo di Casal De Pazzi (quello che contiene al suo interno il famoso Mammut di ZeroCalcare). Quest'ultimo, infatti, contiene molti reperti che avrebbero bisogno di essere spostati in un altro luogo per questioni di spazio. Secondo quanto raccontato da Alessandro, gli abitanti del territorio avrebbero chiesto varie volte di interloquire con il IV Municipio, ma non ci sarebbe mai stata risposta. E le cose si sarebbero aggravate molto negli ultimi tempi.

La denuncia del Casale Alba Due: "Intimidazioni da parte dei vigili"

Gli attivisti del Casale Alba 2 denunciano di essere stati oggetto di intimidazione nelle scorse settimane. "Parlano tanto di trasparenza, legalità e incorruttibilità, ma quando abbiamo chiesto un processo partecipativo la risposta del IV Municipio è stata l'intimidazione. Sono successe tre cose, tutte in corrispondenza dei momenti cruciali della vertenza. Due giorni dopo il primo consiglio municipale straordinario sul Casale Alba Uno, i vigili urbani sono venuti al Casale Alba Due. Quando abbiamo fatto richiesta per le audizioni delle commissioni patrimonio e cultura del Comune di Roma si sono appostati fuori lo stabile e si sono messi a identificare dei ragazzi. Il 25 febbraio, invece, il giorno della commissione in Regione, sono andati a casa di due nostri attivisti senza un mandato né un'inchiesta in corso e senza lasciare alcun foglio. Si sono presentati in borghese con fare provocatorio e intimidatorio: ed erano molto informati su quello che stava accadendo con il Casale Alba Uno". Per adesso la situazione è ancora ferma e incerta. Non si sa se Municipio e Regione accetteranno il progetto proposto dagli abitanti né come evolverà questa vicenda. Il 30 marzo è stata organizzata una manifestazione per la difesa del parco di Aguzzano che partirà alle 15.30 dalla metro di Rebibbia: "Chiediamo partecipazione, basta a speculazioni e intimidazioni".