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La commissione capitolina Mobilità si è riunita per provare a immaginare come sarà la Fase 2 dell'emergenza Coronavirus per quanto riguarda il trasporto pubblico a Roma. Atac, in primo luogo, dovrà garantire distanziamento sociale a bordo dei mezzi e anche all'interno delle stazioni. "Dobbiamo cominciare a pianificare la fase 2 della mobilità con certezze da dare ai cittadini. Ci sarà un nuovo approccio agli spazi urbani di Roma, non solo mobilità dunque. Non sarà facile soprattutto a causa delle prescrizioni di accesso al trasporto pubblico", ha dichiarato il presidente della commissione, Enrico Stefàno, in apertura. L'assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, ha detto che sarà confermato il distanziamento sociale e "tale necessità sarà rispettata con dei presidi dentro le stazioni per mantenere l'ordine. Ci sarà segnaletica orizzontale e verticale". Le corsie preferenziali saranno aumentate sia per i bus che per i ciclisti, "perché le biciclette sono la forma che garantisce in assoluto la distanza sociale in maniera sostenibile: non solo bici ma anche micromobilità elettrica. Vogliamo offrire alla cittadinanza una tenuta quanto più ampia rispetto all'ora di punta, che dovremo spalmare sulla giornata differenziando l'orario di apertura delle attività lavorative".

Contapersone a bordo dei bus

Tramite una collaborazione con le università, Roma Mobilità sta mappando tutte le linee dei bus per indicare all'azienda quali sono quelle più congestionate e quindi da potenziare. Il consigliere Di Palma, Movimento 5 Stelle, ha ricordato che secondo Atac sono già in funzione almeno 600 bus con contapersone: "Possiamo in qualche maniera avere un lettore che fornisca l'info all'utente se la corsa è completa oppure no?", ha chiesto.

In vista della Fase 2 le priorità sono tre: a) parlare con i cittadini per renderli responsabili, dato che non sarà possibile presidiare ognuna delle 8mila fermate di bus e metro. b) potenziare lo smart working e pensare alla differenziazione degli orari di apertura delle sedi per eliminare la cosiddetta ‘ora di punta'. c) potenziare la mobilità sostenibile con corsie preferenziali e ciclabili-

Metro: saranno riattivati gli orari di gennaio

Claudio Scilletta, Responsabile Metropolitane di Atac, ha dichiarato che in questa fase, "non avendo ancora contezza puntuale dei requisiti che saranno prescritti dagli enti sovraordinati, stiamo ipotizzando una serie di scenari. In assoluto noi partiremo con l'offerta che avevamo già a disposizione prima dell'emergenza COVID, gli orari di metro e ferrovie torneranno a quelli di gennaio per favorire il distanziamento sociale. Nella settimana prossima faremo degli stress test per valutare i dispositivi che pensiamo di attuare nella fase 2. Vogliamo evitare sovrapposizione di flussi tra chi entra e chi esce, ci sarà un'occupazione dei treni tale da rispettare il distanziamento sociale". Per quanto riguarda invece le linee di superficie Atac fa sapere che sta "predisponendo diversi scenari da attuare a seconda delle prescrizioni che arriveranno dal governo centrale. Stiamo individuando le fermate principali dove bisognerà gestire le persone ed evitare assembramenti. Potenzieremo le linee a maggior carico sia in numero di mezzi che come allungamento dell'ora di punta dove impegniamo più mezzi".

Incentivare l'uso delle biciclette, evitare le auto private

"Intendiamo lavorare all'interno della ciclabilità istituendo le piste previste da piano e anticipandone quindi i contenuti. Già sabato e domenica saremo sul campo per effettuare delle valutazioni. L'Agenzia sta lavorando su sezioni tipologiche da calare poi sul territorio", fa sapere il dipartimento Trasporti del Campidoglio. Calabrese ha confermato: "Tutte le azioni che stiamo mettendo in campo vogliono facilitare gli spostamenti in città senza ricorrere all'auto privata. Anche ci sarà costretto a muoversi in macchina sarà comunque agevolato quanto più possibile. Nella fase 2 non circoleremo liberi come prima dell'emergenza".

Permettere di portare la bicicletta sui mezzi pubblici

In questo senso la Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, ha fornito tre suggerimenti: responsabilizzare il cittadino sulla necessità di mantenere il distanziamento sociale e "riportare i dati dell'OMS raccomandando la bicicletta. Più movimento, quindi più salute dopo un mese di fermo e meno inquinamento. Più uso modale della bicicletta, da combinare col trasporto pubblico. Purtroppo a Roma non abbiamo una rete metropolitana estesa, facciamo una rete bicipolitana". In secondo luogo incentivare il "lavoro in bicicletta con incentivi "bonus mobilità" di cui abbiamo esempi da Bari a Cesena. Attrezzare gli uffici con spogliatoi per cambiarsi, vedete a Roma il Ministero degli Esteri e dell'Economia e Finanza". In terzo luogo andrebbero potenziate le ciclabili: "restringendo le carreggiate. Si riescono a fare con poche decine di euro e avanzando 1 km a settimana. Usando le auto parcheggiate come cordolo".