Per la prima volta la capitale scivola sul fondo della classifica della qualità della vita realizzata da Italia Oggi e dall'Università La Sapienza di Roma. Sul podio Mantova, che dopo cinque anni scalza il primato di Trento che scivola al secondo posto, a seguire Belluno. Ancora ampia la frattura tra Nord e Sud, anche se un piccolo gruppo di città del meridione consolida le sue posizioni medio-alte, e tra grandi centri urbani e province.

La ricerca, come di consueto, si basa su otto macro indicatori: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, suddivisi in 21 sottodimensioni per un totale di 84 indicatori di base. Le province dove la qualità della vita è giudicata "buona" o "accettabile" sono poco più della metà, 56 su 110, ma in tutto il 53,9% della popolazione nazionale dichiara di condurre una vita la cui qualità è scarsa o insufficiente.

Per la prima volta Roma finisce tra il gruppo delle province dove si vive peggio, con un livello di qualità della vita giudicato insufficiente dai cittadini. Tra le grandi città va bene Torino che scala 6 posizioni arrivando al 70° posto, mentre Milano arretra dal 49° posto al 56° e Napoli dal 103° al 108°, ma nessuno fa peggio di Roma che perde 19 posizioni arrivano all'88° posto.