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Secondo anno consecutivo per il Torquato Tasso che si aggiudica il podio del miglior liceo Classico di Roma. Tra gli Scientifici, la medaglia d'oro spetta all'Augusto Righi, terzo lo scorso anno, ha sorpassato il Virgilio. Eduscopio ha pubblicato la classifica delle scuole italiane d'eccellenza del 2018, che preparano meglio gli studenti all'università o al mondo del lavoro dopo il diploma. Il portale della Fondazione Agnelli dal 2014 si propone di aiutare i giovani a scegliere il percorso di studi più ad atto alle loro aspettative e progetti. Tra i migliori 10 istituti emerge magnificamente il Classico Vivona dell'Eur che si piazza al secondo posto, superando i licei storici della Capitale, come il Mamiani, il Giulio Cesare, il Virgilio e il Visconti. Il Vittorio Colonna è primo invece per le scienze applicate. Nella classifica dei professionali, l’Istituto di Via dei Papareschi, il Giovanni Giorgi, l’Amerigo Vespucci e il Carlo Cattaneo sono i primi classificati rispettivamente per l’ambito economico, tecnologico, servizi e industriale. I ricercatori hanno analizzato i dati di 1 milione e 260 mila diplomati italiani, in tre successivi anni scolastici, e circa 7 mila scuole. La classifica si basa sulla qualità trasmessa dalla scuola valutata dopo il diploma: si basa infatti sul numero di esami superati e la media dei voti ottenuti al primo anno. Ogni ragazzo infatti, dopo aver raggiunto il traguardo della maturità si trova davanti alla scelta: continuare gli studi o cercare lavoro? Oltre ai sogni e alle proprie passioni, porta con sé il bagaglio culturale e l'insegnamento ricevuto a scuola, la sua ‘casetta degli attrezzi' alla quale far riferimento negli anni a seguire, le proprie ‘radici' intellettuali. Inoltre, viene valutata la percentuale dei diplomati che trovano lavoro e l'attinenza con gli studi fatti. Tra le novità di quest'anno, la più rilevante è la percentuale di diplomati in regola, ovvero l'indicatore per ogni scuola di quanti studenti iscritti al primo anno che hanno raggiunto il quinto anno senza essere bocciati. Secondo quanto emerge, le scuole che si impegnano a portare avanti il maggior numero di studenti, e quindi, con meno bocciature, sono quelle che ottengono i risultati migliori. Bocciare, dunque, non assicurerebbe la qualità.