Più di cento operatori rischiano di restare senza lavoro e oltre 500 migranti verranno trasferiti in soli otto giorni, senza preavviso. Alcuni, quelli che hanno ottenuto lo status di rifugiato, presso altri centri, mentre coloro che sono titolari della protezione umanitaria in molti casi non sapranno dove andare. Qualcuno è già stato avvistato alla fermata dell'autobus, probabilmente con l'obiettivo di raggiungere la stazione Termini di Roma. Da lì in poi la loro vita è un punto interrogativo. Tra i rifugiati ci sono diversi bambini, che dovranno abbandonare scuola e amici per trasferirsi, in molti casi, in altre regioni interrompendo il loro percorso integrativo e formativo. Queste le conseguenze della chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, vicino Roma, in seguito all'entrata in vigore del Decreto Sicurezza voluto dal ministro degli Interni Matteo Salvini. Il completo svuotamento del centro, fa sapere il Viminale, è previsto entro il 31 gennaio. Cara è l'acronimo di Centro di accoglienza per richiedenti asilo, cioè una struttura in cui vengono accolti i migranti che vogliono chiedere la protezione internazionale. Solo due anni fa Papa Francesco visitò la struttura di Castelnuovo di Porto celebrando poi la messa del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi a undici migranti e un'operatrice.

Il Pd: "Si preannuncia emergenza sociale, umanitaria e sanitaria"

"Si preannuncia una vera e propria emergenza sociale, umanitaria e e perfino sanitaria", scrive in una nota il segretario del Pd provincia di Roma Rocco Maugliani. "Già alcune persone sono state letteralmente gettate per strada questa mattina, mentre parte dei migranti richiedenti asilo saranno trasferiti in altre strutture fuori dal Lazio. Ci saranno tantissimi bambini che saranno sradicati dal contesto in cui sono cresciuti finora", si legge ancora. Come detto all'intero del Cara ci sono coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiati, cioè persone che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”. Loro verranno trasferiti nei prossimi giorni in altri Cara e già questa mattina circa in trenta sono stati spostati in centri della Basilicata e della Campania. Altri, invece, sono ancora richiedenti asilo, cioè la loro pratica è ancora sotto esame, oppure hanno ottenuto la ‘protezione umanitaria', cioè non hanno diritto al riconoscimento dello status di rifugiato, ma non possono essere allontanati dal territorio nazionale in condizioni di oggettive e gravi situazioni personali.

Questi ultimi non verranno trasferiti e molti di loro, informa il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, si stanno dirigendo da soli verso la stazione Termini di Roma. "Parliamo di persone che oggi hanno saputo di dover lasciare il centro così su due piedi. Con questa operazione abbiamo già i primi migranti, al momento una ventina, che non sanno dove andare. Si tratta di titolari di protezione umanitaria, ormai senza più diritto all'integrazione prevista dalla seconda accoglienza con l'entrata in vigore del decreto sicurezza. Cinque di loro lasciando il centro ci hanno detto di essere diretti alla stazione Termini, mentre io ospiterò questa notte una donna somala con protezione umanitaria", spiega all'AdnKronos il sindaco. "A poco più di un mese dalla conversione in legge del cosiddetto Decreto Sicurezza, il Cara di Castelnuovo di Porto sembrerebbe in chiusura" si legge in una nota ufficiale del Comune di Castelnuovo. Da oggi "inizieranno gli spostamenti di 300 rifugiati in tante regioni italiane ai quali si aggiungono le uscite obbligate dei titolari di protezione umanitaria, non più beneficiari della seconda accoglienza".

Salvini: "Deporto i bambini, i migranti? Sono balle spaziali"

"Salvini deporta i bambini, i migranti: balle spaziali. Tutti gli ospiti che erano dentro e che hanno diritto saranno trasferiti con altrettanta generosità, perché se sei qui a chiedere asilo politico, non puoi pretendere di andare a Cortina. Se hai diritto rimani, altrimenti cominciano le pratiche perché tu torni da dove sei arrivato", ha dichiarato il ministro degli Interni Matteo Salvini.