Da quasi vent'anni le bestemmie non sono più un illecito penale, ma solo amministrativo, e possono essere punite con delle multe fino a 309 euro: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309. […] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti", recita la legge n. 205 25 giugno. Ma presto a Roma chi nomina il nome di dio invano potrà stare sereno di non dover mettere mano al portafogli.

La giunta Raggi ha approvato due giorni fa il nuovo Regolamento di Polizia Urbana. Tra le tante novità scompare il divieto di "profferire in pubblico o in luoghi aperti al pubblico bestemmie o frasi offensive per il rispetto e la pietà altrui". Una norma, sostanzialmente inapplicata e sconosciuta, che da settant'anni esponeva i bestemmiatori a essere non solo redarguiti, ma anche multati con sanzioni salate. Dal codice sono scomparse diverse vecchie norme ormai sostanzialmente in disuso e retaggi di un'altra epoca.