Centocelle, pensionato inciampa su una buca e muore. Il pm: “Colpa della ditta dei lavori”

Inciampa in una buca del marciapiede, cade per terra e sbatte la testa, entra i coma e dopo due mesi muore. Una storia drammatica quella di Francesco Fortuna, pensionato romano di 81 anni. L'episodio è accaduto la mattina del 20 settembre 2012 mentre percorreva il marciapiedi di via Girolamo Cocconi, quartiere di Centocelle a Roma. Per il pm Mario Ardigò alcune responsabilità di quella caduta sono da attribuire alle ditte che si sono occupate del rifacimento dei marciapiedi di quella strada. Per questo sono indagati tre imprenditori edili a cui erano stati affidati i lavori di manutenzione e controllo di quel tratto di marciapiede. Sono accusati di omicidio colposo. Per tutti e tre il pm ha chiesto il rinvio a giudizio e ora si dovrà pronunciare il gup che dovrà decidere o meno se mandarli a processo.
Le ditte dei tre indagati, si legge nel capo di imputazione del pm Ardigò, avrebbero dovuto "disporre un'adeguata sorveglianza sul marciapiede di proprietà comunale, dove si era creato un avvallamento delle dimensioni di 5 centimetri in profondità (nel punto più fondo), esteso per una sagoma quadrata di circa 27 centimetri di lato". Un'accusa che i legali degli indagati, Gaetano Scalise e Stefano Gabrielli, contestano: "Contestiamo l'erroneo capo d'imputazione perché la società che assistiamo non ha la competenza su quel tratto di marciapiede, che spetta all'Ufficio Giardini del Comune, né stava svolgendo lavori su quel tratto di strada. Non si può escludere, inoltre, che il pedone sia caduto a terra a causa di un malore".