Cartelli e striscioni per chiedere verità sull’omicido di Serena Mollicone all’entrata del tribunale
in foto: Cartelli e striscioni per chiedere verità sull’omicido di Serena Mollicone all’entrata del tribunale

È cominciata oggi al tribunale di Cassino l'udienza preliminare sull'omicidio di Serena Mollicone, la ragazza uccisa ad Arce nel 2001. Il gup Domenico Di Croce dovrà decidere in merito all'eventuale rinvio a giudizio di cinque persone: i Mottola, il maresciallo Franco, il figlio Marco e la moglie Anna Maria, e il maresciallo Vincenzo Quatrale. L'appuntato Francesco Suprano è invece indagato per favoreggiamento. Quest'ultimo è anche accusato di istigazione al suicidio nei confronti del brigadiere Santino Tutti.

"Guglielmo è in rianimazione, aveva lottato tanto per questo giorno"

Non sarà presente Guglielmo Mollicone, il papà di Serena, ricoverato in ospedale dallo scorso 26 novembre in seguito a un infarto. "Guglielmo è in ospedale, ancora in rianimazione, in gravi condizioni di salute. Questo gli impedisce di essere qui, per l'udienza per la quale si è battuto con coraggio e tenacia lungamente. Partecipo emotivamente a questa situazione. Un destino crudele si è accanito ancora su Guglielmo, ma non viene meno la sua istanza di giustizia che è grande, forte ed è diventata emblematica. Io mi batterò ancora per lui affinché ci sia giustizia per Serena. Auspico che tutti coloro che hanno sostenuto questa battaglia fino ad oggi continuino a farlo", ha dichiarato visibilmente commosso l'avvocato che assiste Guglielmo Mollicone,

"Siamo fiduciosi e ci crediamo, siamo sicuri di quello che succederà. Il fatto che Guglielmo non sia qui fisicamente si sente, era il mio pilastro. Ma è come se ci fosse, come se fosse qui con noi", le parole di Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino Tuzi, all'entrata dell'aula.