Il caso Maria Sestina Arcuri
16 Dicembre 2019
13:29

Caso Arcuri, le lettere dal carcere di Andrea accusato di omicidio: “Buon Natale Sestina ti amo”

Andrea Landolfi, il trentenne al Regina Coeli dallo scorso settembre accusato di omicidio per la morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri, deceduta a seguito di una caduta dalle scale a Ronciglione, ha scritto delle lettere dal carcere per il figlio e la famiglia. Nelle lettere viene nominata anche la compagna che è accusato di aver ucciso. L’avvocato della difesa Giacomo Marini: “Sta male, ha tentato più volte di suicidarsi”.
A cura di Alessia Rabbai
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Il caso Maria Sestina Arcuri

"Sestina ti amiamo, senza fine". Il foglio bianco termina, c'è appena lo spazio per il simbolo dell'infinito. Andrea Landolfi, ristretto al Regina Coeli dallo scorso settembre, accusato di omicidio volontario per la morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri, ha scritto delle lettere dal carcere, fiumi di pensieri messi nero su bianco. Fanpage.it ne ha potute visionare due, la prima indirizzata ai familiari, la seconda a Mattia, il figlio di cinque anni. In nessuna delle due lettere il trentenne operatore socio sanitario ed ex pugile fa riferimento alla compagna, se non nella chiusura, dove in un passaggio veloce ribadisce il sentimento che prova nei suoi confronti. "Andrea sta male. Consapevole della sua innocenza, per il dolore ha tentato più volte di togliersi la vita impiccandosi in carcere – ha spiegato l'avvocato della difesa Giacomo Marini – Ora si trova ristretto in regime di massima sorveglianza, gli manca molto il figlio e anche Sestina".

Andrea Landolfi alla famiglia. "Il mio corpo sta abbandonando la mia anima"

"Scriverò solamente cose sensate per voi della famiglia, nominando tutti e dirvi cosa posso pensare di voi, perché di me purtroppo non lo potrò fare, perché il mio corpo sta abbandonando la mia anima" si legge nella lettera di Andrea scritta il 28 novembre scorso e rivolta ai familiari. "Nonna, grazie di avermi dato tutto ed essermi stata sempre accanto, ti adoro" si rivolge a Mirella Iezzi, la nonna accusata di omissione di soccorso. Secondo l'accusa infatti avrebbe coperto il nipote senza chiedere aiuto. Ma allo stesso tempo l'anziana signora sarebbe per gli inquirenti vittima del nipote che è ritenuto responsabile di lesioni nei suoi confronti. Per il Tribunale del Riesame la nonna di Andrea "mente su tutta la linea per difendere il nipote". "Zia Paola, sorella cugina, sei un po' tutto per me, ora pensa alla tua vita e ad andare avanti, non pensare più a me. Mattia ho fatto il padre con te fino a 360 gradi, ora io non ci sono, sii forte figlio mio e non sentirti arrabbiato con me se non ci sono, io però sarò sempre tuo padre", continua la lettera. Poi saluta gli zii, le cugine Camilla e Virginia, il compagno della madre e il nonno. E conclude: "Questo sono io invece, dentro e fuori: un foglio bianco dove di me non c'è più nulla da scrivere".

L'accusa: "Nessuno ha impedito alla mamma di Andrea di parlare con la madre di Sestina"

"Mamma, grazie per avermi messo al mondo, a modo tuo mi hai amato e io ti amo" scrive alla madre Roberta, che alla trasmissione ‘Quarto Grado' ha domandato un incontro con la mamma di Sestina. Una richiesta commentata così dal legale di parte civile, Vincenzo Luccisano, contattato da Fanpage.it: "Ora non è il momento. Ciò che sa la mamma di Sestina è che Andrea Landolfi è in via precauzionale in carcere e imputato nel processo per l'omicidio della figlia". E alla dichiarazione della mamma di Andrea, che ha detto di esserle stato impedito di parlare con la madre di Sestina davanti al palazzo di Giustizia di Viterbo, ha chiarito: "Ciò non corrisponde al vero, ma non lo riteniamo ormai importante. Quello che importa ora è il processo".

La lettera dal carcere di Andrea Landolfi al figlio Mattia

In carcere con l'accusa di aver ucciso la sua compagna, Landolfi scrive al figlio di cinque anni avuto da una precedente relazione:

Farò questa breve lettera di Natale solo per ricordarmi dietro queste mura spente che ci sono questi grandi occhi che immagino e mi diano un barlume di luce, il quale sei tu Mattia, mio figlio. Sai, papà non sta molto bene dove si trova, ti faccio un esempio: ti ricordi quando papà lottava per vincere un match o ti diceva che ci sono tante persone cattive nel mondo? Ecco, io ora sono qui e mi trema il cuore all'idea di non poterti proteggere, essere il tuo eroe, come tu mi dicevi sempre: "Ti amo papone mio". In questa lettera non smette di tremarmi la mano, qualche lacrima scende ma alzo la testa e niente, vedo delle celle e luce nulla. Allora chino di nuovo la testa su questo foglio sicuramente un po' vissuto, perché è un pezzo di carta passato da un cellante, ma io lo svergino questo foglio, nominando il tuo santo nome "Mattia", che dal significato vuol dire figlio di Dio. Ti ricordi quanti giochi insieme, scherzi, allenamenti, shopping, film abbracciati insieme, accompagnarti a scuola con il tuo grembiule e zainetto di spider-man e tutte le volte ti giravi e e mi giravo ci correvamo ad abbracciarci per darti un bacio in bocca e poi ti rivenivo a prendere per portarti a basket. Volevo essere il tuo papà, eravamo due supereroi come dicevi tu, ma ti hanno portato via. Non vedo alba senza te, ho il cuore a pezzi, ma ti proteggerò contro il fuoco e il gelo, lo farò perché sono il tuo guerriero. Ora la mano non smette di tremare, ma da un posto che non posso dirti Buon Natale cuore mio. Buon Natale Sestina. Ti amiamo, senza fine.

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