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Carlo Verdone, medico mancato premiato dall’Ordine dei Farmacisti: “Mi chiamano per le diagnosi”

La passione per la medicina di Carlo Verdone è cosa risaputa: e, dopo la laurea honoris causa conferitagli dall’Università di Napoli Federico II, adesso arriva anche il premio dell’Ordine dei Farmacisti per le sue “approfondite conoscenze mediche”. In un’intervista al Corriere della Sera, Verdone ha raccontato com’è nata la sua passione.
A cura di Natascia Grbic
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Non è un medico, ma ha sicuramente grande passione per la medicina. E così, nonostante sia senza laurea, la sua conoscenza in termini di malattie è molto ampia. Carlo Verdone, alle 20.30 di mercoledì 28 agosto, sarà premiato dall'Ordine dei farmacisti "per le sue approfondite conoscenze mediche". In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Carlo Verdone ha raccontato che sono molti gli amici che lo chiamano quando non si sentono bene, chiedendo una diagnosi rapida. "Magari sono a tavola, addentando una coscia di pollo e…Ti disturbo? A quel punto che fai, lasci la coscia di pollo sul piatto e ascolti. Mi raccontano il loro problema e faccio la mia diagnosi". Nel suo nuovo film, Carlo Verdone coronerà il suo sogno – almeno sul set – interpretando un primario di un ospedale romano insieme a Max Giusti, Anna Foglietta e Rocco Papaleo.

Non è laureato Carlo Verdone, ma in base al suo passato da ipocondriaco che si è documentato su tutte le malattie esistenti, spesso indovina la diagnosi. Anche se raccomanda di rivolgersi sempre al medico per un consulto e non affidarsi solo a ciò che dice lui. "Non sono laureato, ho una honoris causa che mi ha dato la Federico II a Napoli per affetto e simpatia. Però non ho mai sbagliato un colpo. Poi, ci mancherebbe, dico di chiedere conferma al proprio medico. Ma è una passione che mi dato grandi soddisfazioni". Una volta ha salvato un amico che aveva ricevuto una diagnosi sbagliata e che per questo continuava a stare male. "Perdeva sangue da mesi. Hai una ragada, una fistola? Che ti dice il medico, colite? Non mi convince. Ho messo un guanto da cucina, mi sono fatto passare dell’olio. Sdraiati, gli ho detto. E gli ho messo un dito nel sedere. Poi ho avuto un’intuizione. Come fai la pipì? Ho premuto forte sulla vescica ed è saltato dal dolore. Aridamme il guanto. No, mi dice l’amico, hai il dito grosso. Lasciami fare… È stato operato dopo 72 ore. Ancora oggi ogni volta che mi vede mi ringrazia". Chissà che medico sarebbe stato se avesse preso la laurea in medicina.

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