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Opinioni
23 Gennaio 2019
17:59

Cara di Castelnuovo, Medici Senza Frontiere: “Nuovo trauma per i nostri pazienti vittime di tortura”

“Tra i migranti che saranno trasferiti dal Cara di Castelnuovo di Porto ci sono alcuni dei nostri pazienti del centro per vittime di tortura di Roma, che rischiano di vedere interrotto il loro delicato percorso di riabilitazione e integrazione”, la denuncia Anne Garella, capo missione di MSF per l’Italia. Duro il commento anche delle associazioni del Tavolo Asilo che hanno espresso “sconcerto e indignazione” per quanto sta accadendo.
A cura di Valerio Renzi
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Tra le tante voci che in queste ore si stanno levando contro le modalità di chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, c'è anche quella di Medici Senza Frontiere, che segue diverse persone arrivate in Italia dopo essere state vittime di tortura nel loro paese d'origine o durante il loro percorso migratorio.“Siamo stupiti e indignati dalla maniera in cui centinaia di persone rischiano di essere evacuate da un giorno all’altro dal Cara di Castel Nuovo senza alcuna chiarezza sulla loro destinazione e sul loro futuro", spiega a Fanpage.it il capo missione di MSF in Italia Anne Garella. “Tra di loro ci sono alcuni dei nostri pazienti del centro per vittime di tortura di Roma, che rischiano di vedere interrotto il loro delicato percorso di riabilitazione e integrazione. Stiamo seguendo con attenzione questi casi individuali ma esigiamo metodi e soluzioni dignitose e umane per ognuna delle persone coinvolte da questa decisione improvvisa.”

Le associazioni facenti parte del Tavolo Asilo Nazionale hanno espresso "sconcerto e indignazione per la modalità con cui è gestita la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo centro più grande d’Italia. Ancora una volta stanno emergendo le contraddizioni e l’inadeguatezza delle misure adottate nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati". "Con brevissimo preavviso, ad oltre 300 persone ospiti del centro, tra cui 14 minorenni, è stato comunicato che saranno obbligate a lasciare la struttura entro il 31 gennaio. – continua la nota – Non tutti, però, troveranno accoglienza altrove: sono circa 150 i titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari ai quali la legge non garantisce alcuna soluzione alternativa e che rischiano di finire nella marginalità, lasciati per strada, tra questi diversi vulnerabili. Spiace costatare che ancora una volta non è tenuto in alcuna considerazione l’interesse delle persone e delle comunità coinvolte". Le associazioni fanno poi appello al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento". Il comunicato è firmato da A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Associazione Papa Giovanni XXIII, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CIR, CNCA, Comunità di Sant’Egidio, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Intersos, Legambiente, Mèdicins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia, Save the Children, Senza Confine del Tavolo Asilo Nazionale.

 
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Giornalista pubblicista e capo area della cronaca romana di Fanpage.it. Ho collaborato prima prima di arrivare a Fanpage.it su il manifesto, MicroMega, Europa, l'Espresso, il Fatto Quotidiano. Oltre che di fatti e politica romana mi occupo di culture di destra e neofascismi. Ho scritto per i tipi di Edizione Alegre "La politica della ruspa. La Lega di Salvini e le nuove destre europee" (2015) e per Fandango Libri "Fascismo Mainstream" (2021).
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