(Immagine di repertorio)
in foto: (Immagine di repertorio)

Un cadavere ancora senza nome, appartenente a un uomo morto probabilmente da circa due mesi. Il macabro ritrovamento dello scorso venerdì nel Tevere, all'interno della Riserva naturale Nazzano Tevere-Farfa, tra le province di Rieti e Roma, è ancora un rebus per gli investigatori. Il cadavere è stato avvistato nel pomeriggio di venerdì 25 ma solo sabato 26 è stato possibile recuperarlo, a causa anche delle condizioni meteo avverse e della forte corrente. I vigili del fuoco del nucleo sommozzatori di Roma hanno impiegato oltre un'ora e mezza per recuperare la salma, sulla quale ieri pomeriggio è stata effettuata l'autopsia. In attesa dei risultati dell'esame autoptico, i carabinieri che indagano sul caso hanno a disposizione pochi elementi per cercare di far luce sulla vicenda.

Il cadavere era in stato di decomposizione

Il cadavere era in stato di decomposizione e dai segni esterni sembra che sia stato attaccato da qualche animale. L'uomo indossava solo degli slip: altri indumenti sono stati trovati in una zona a monte del ritrovamento ma sono in corso gli esami per capire se appartenessero proprio alla vittima o a un'altra persona. Troppo presto per capire se l'uomo sia morto di morte violenta, e quindi se si sia trattato di un omicidio: fondamentale sarà naturalmente l'esito dell'autopsia. Nel frattempo si stanno confrontando le impronte digitali del morto con quelle delle persone scomparse nella zona e non solo per cercare almeno di dare un nome e un'identità all'uomo.