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Per richiedere il buono spesa destinato alle famiglie in condizioni di difficoltà per l‘emergenza coronavirus, i cittadini di Roma devono stampare un modulo, compilarlo, firmarlo, scannerizzarlo e inviarlo via mail assieme a una fotocopia del documento di identità. Non proprio un'operazione semplice per gli anziani o per chi, semplicemente, non ha uno smartphone o una connessione internet a casa. Una volta ricevute le richieste, il Comune dovrà esaminarle e verificarle, premiando le famiglie che davvero sono in difficoltà e che non ricevono già un sussidio economico. "Possono richiedere il contributo economico le persone e le famiglie in condizione di assoluto o momentaneo disagio, privi della possibilità di approvvigionarsi dei generi di prima necessità", si legge sul sito del Comune di Roma. "Si tratta di ‘buoni spesa' per l'acquisto dei generi alimentari o di prima necessita'. Il nostro obiettivo è raggiungere tutti, soprattutto i cosiddetti ‘invisibili': si tratta di chi al momento non rientra nei criteri per essere aiutato. Per questo motivo stiamo dialogando anche le associazioni del terzo settore e del volontariato. Nessuno deve rimanere indietro; nessuno deve rimanere escluso", ha spiegato la sindaca Virginia Raggi. Il contributo sarà di massimo 300 euro per le famiglie composte da una o due persone, fino a 400 euro per nuclei familiari composti da 3 o 4 persone, oppure fino a 500 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone.

Chi stamperà il modulo ai cittadini?

Il problema è che molte persone potrebbero rimanere escluse perché non riusciranno a inviare la domanda. Chi non ha una stampante a casa, infatti, è praticamente tagliato fuori: il cittadino deve sperare di trovare un tabaccaio aperto che stampi e poi scannerizzi la domanda. Gli anziani, inoltre, potrebbero dover chiedere allo stesso tabaccaio anche di inviare la mail all'indirizzo giusto. "Come associazione seguiamo diverse centinaia di famiglie in condizione economica di enorme svantaggio, e a prescindere dall'emergenza sanitaria.  Sono persone che neanche hanno lo smartphone, sicuramente non hanno la connessione a casa. Come faranno queste persone a mandare la mail? In città le cartolerie sono chiuse, bisogna rivolgersi al tabaccaio, ammesso che il tabaccaio riesca ad aiutarli", spiega Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma. "Si tratta di un meccanismo disastroso per molte persone, bisognava semplificare al massimo, anche con un modulo online. E in ogni caso fare in modo che chi la domanda non riesce a farla online, la possa fare per via telefonica o quantomeno possa ricevere un aiuto telefonico". In questi giorni l'associazione Nonna Roma sta distribuendo pacchi alimentari per le persone in difficoltà e ora, per aiutare i cittadini, metteranno all'interno anche il modulo stampato per richiedere il buono spesa: "Poi proveremo ad aiutarli a compilarlo e a mandarlo. Stiamo capendo se possiamo aiutarli inviandolo noi in qualche modo, ma significherebbe andare a casa di ognuno di loro, rischiando noi stessi di infrangere norme a tutela della salute pubblica", dice ancora Campailla.

I buoni, forse, arriveranno solo a metà aprile

Non è il solo problema: interpretando quanto si legge sul sito del Comune di Roma, sembrerebbe che le domande vengano tutte esaminate alla scadenza del termine ultimo, e cioè dopo il 16 aprile, quando l'emergenza potrebbe essere già alle spalle.  "Si dà tempo fino al 16 aprile, ma sembrerebbe che i buoni spesa arrivino solo successivamente. Se io faccio la domanda ora, già da domani riceverò il buono spesa? Non sembrerebbe da quanto si legge", spiega ancora Campailla. "Leggendo il bando a noi sembra che le domande vengano esaminate dal 15 in poi. C'è un elemento di criticità: un buono pasto che rischia di arrivare ad emergenza finita", è d'accordo il presidente del III Municipio di Roma, Giovanni Caudo.

Caudo: "Municipi usati come passacarte, ma noi conosciamo il territorio"

C'è infine un ultimo problema: i residenti dovranno rivolgersi agli uffici municipali, mentre chi è solo domiciliato a Roma dovrà mandare una mail a un indirizzo centrale del Comune di Roma: "Questo rischia di allungare molto i tempi per chi è domiciliato, e si tratta di una parte importante di coloro che hanno bisogno di questi soldi. Sono coloro che fanno lavori stagionali, che vengono da fuori città, i migranti. Sono tante persone che la residenza non ce l'hanno e sono la maggior parte di chi ha bisogno. Si poteva a nostro avviso facendo inviare tutto ai municipi". Per Giovanni Caudo questo accentramento da parte di Roma Capitale, "con i municipi che fanno da passacarte, a me sembra un modello sbagliato. Per due motivi: in primo luogo sovraccarica il comune e in secondo luogo i municipi già conoscono il territorio, sanno quali sono le esigenze dei cittadini. Secondo me saremmo stati in grado di arrivare più direttamente. Noi ci stiamo attrezzando per continuare a dare i generi alimentari come abbiamo fatto in queste settimane alle famiglie che ne hanno bisogno. Lo facciamo, lo faremo e a questo punto dovremo continuare a farlo fino più o meno al 20 di aprile, quando arriveranno finalmente questi buoni pasto".

Raggi: "Presto domande anche online"

"Tra pochissimo le domande per i ‘buoni spesa' potranno essere compilate e inviate, oltre che sul sito di Roma Capitale, anche sul portale Roma Aiuta Roma che sarà presto online", ha informato oggi pomeriggio la sindaca Virginia Raggi.