Un bando che mette a disposizione i terreni e le strutture che si trovano nell’area dell'ex discarica di Cupinoro, linea di fuoco tra i Comuni di Bracciano e Cerveteri, per la costruzione e la gestione di impianti che riciclano rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata. L'incubo dei residenti che tornino i rifiuti nella provincia a Nord di Roma a si sta concretizzando in una gara promossa dall'Università Agraria di Bracciano. Una scelta dell'ente locale che preoccupa il sindaco Armando Tondinelli. Contattato da Fanpage, il primo cittadino ha espresso la sua perplessità, dichiarando di essere stato del tutto colto alla sprovvista. "Ho appreso la notizia, ma l'Università Agraria non si è preoccupata né di avvisare, né di avere un confronto con l'amministrazione comunale prima di prendere tale decisione". Ma è ciò che si preannuncia leggendo il documento tra le righe a preoccupare il primo cittadino, alla luce della crisi che sta vivendo Roma: "Una volta costruiti gli impianti, i rifiuti conferiti non saranno solo quelli di Bracciano e territori limitrofi – confessa il sindaco – il mio timore è che possa arrivare anche l'immondizia della Capitale".

Nuovi impianti e rifiuti nella discarica di Cupinoro

Nel bando per la costruzione e gestione di impianti di trattamento e valorizzazione energetica dei rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata previsti nell'area dell'ex discarica di Cupinoro si parla di terreni in affitto per la durata di venticinque anni, per un'estensione di circa 40 ettari, con un canone di base di oltre 165 mila euro. "Non è chiaro che genere di materiali siano destinati ad essere conferiti, i codici indicano diverse tipologie, dall'organico, alla plastica, dal legno al ferro, questo mi preoccupa sul tipo di impianti che saranno costruiti" ha detto il sindaco. "Alla Regione Lazio chiedo di valutare bene questa iniziativa, si parla di un il sito già compromesso. Il nostro territorio è un gioiello, meta turistica e di interesse paesaggistico. Bisogna puntare su uno sviluppo che guardi al ritorno al lavoro della terra". E ha aggiunto: "Al contempo chiedo alla Regione di escutere definitivamente la polizza fidejussoria di 8 milioni di euro, affinché si possa assicurare totalmente la bonifica della discarica".

La discarica di Cupinoro è chiusa

Ciò che desta la preoccupazione dei residenti è che, dopo decennali battaglie, la discarica di Cupinoro, chiusa a gennaio 2014 e da cinque anni in attesa di bonifica, potrebbe tornare sotto i riflettori. Minaccia di un ritorno dei rifiuti in provincia che i cittadini speravano ormai concluso, alla luce del fatto che l'area di Cupinoro e la zona circostante, di forte vocazione agricola, sia sottoposta a vincoli ambientali e quindi sito incompatibile per la realizzazione di un polo industriale. Per questo motivo, il sindaco ha definito la gara "un controsenso" e ha chiarito: "Mi opporrò con tutte le mie forze affinché questo bando vada avanti, ho dato già mandato ai miei avvocati per vedere come si possa ricorrere per vie legali". Per opporsi bisognerà organizzare un fronte comune, per questo il primo cittadino ha in mente "un incontro istituzionale con tutti i sindaci del territorio" e di coinvolgere anche le associazioni.

A Cupinoro nessuno vuole costruire impianti per i rifiuti: l'asta è andata deserta

Non si tratta del primo tentativo di costruire impianti per il trattamento dei rifiuti nell'area dell'ex discarica di Cupinoro dopo la sua chiusura. Lo scorso novembre era stata indetta un'asta per le autorizzazioni per la costruzione di due impianti di trattamento che è andata deserta. In quel frangente il miglior offerente si sarebbe aggiudicato i titoli per la realizzazione di un impianto di preselezione R.S.U. con produzione di C.D.R. e F.O.S., dalla capacita di trattamento di 135mila tonnellate annue di rifiuti; e un impianto di digestione anaerobica per il compostaggio della frazione organica della capacità annua pari a 30mila tonnellate. Autorizzazioni inserite nell`ultimo Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio.