Ancora mistero sulla morte del piccolo Gabriel, il bimbo di appena due anni e mezzo morto strangolato per mano, probabilmente, della mamma a Piedimonte San Germano, vicino Cassino, provincia di Frosinone. Oggi è stato fermato anche Nicola Feroleto, il papà della vittima. Secondo gli inquirenti avrebbe partecipato attivamente all'omicidio del figlio o almeno ne sarebbe stato testimone diretto. I dettagli su cui ancora stanno lavorando gli investigatori sono principalmente due: l'orario e il luogo della morte. Gabriel, infatti, potrebbe essere stato strangolato molto lontano dal luogo in cui la madre ha dato l'allarme sostenendo che suo figlio fosse stato investito da un'automobile pirata. L'omicidio, questa l'ipotesi che dovrà essere confermata dall'autopsia, sarebbe stato commesso già in mattinata, con i due genitori che in qualche modo avrebbero cercato in un primo momento di nascondere il corpo.

I terribili sospetti sul papà di Gabriel

Secondo quanto riporta Leggo, addirittura il papà avrebbe scaricato il corpicino del piccolo lungo la strada. Un supertestimone lo avrebbe visto aggirarsi per il paese già nella tarda mattinata del giorno in cui è avvenuta la tragedia. Interrogato a lungo dai magistrati, l'uomo non avrebbe ammesso nulla, ma il suo alibi sembrerebbe essersi sgretolato davanti alle domande degli inquirenti. In un'intervista rilasciata pochi minuti dopo la tragedia, Feroleto sembrava non riuscirsi a dare pace per quanto avvenuto e per essere arrivato sul posto troppo tardi per salvare la vita a suo figlio. Potrebbe essere un'enorme montatura per depistare le indagini. Stando a quanto si apprende, la mamma di Gabriel avrebbe telefonato a lui prima di allertare i soccorsi, forse per chiedergli di nascondere il corpo del figlio. Inoltre le celle telefoniche esaminate dagli investigatori collegherebbero il papà di Gabriel molto vicino alla mamma nelle ore immediatamente precedenti alla richiesta di soccorsi arrivata al 118. Quando gli operatori sanitari sono intervenuti sul posto, la giovane mamma ha detto che suo figlio era stato investito da un'auto. Sulle sue braccia, però, aveva ancora i segni e i graffi della disperata lotta del suo piccolo.