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Aveva abbandonato i figli su Monte Livata per cercare soccorsi, nei guai la mamma

Il 31 dicembre di due anni fa una turista romana decise di fare una passeggiata nei boschi di monte Livata insieme ai due figli. I tre si persero e la donna decise di abbandonare i figli in una grotta per cercare aiuto.
A cura di Enrico Tata
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Il 31 dicembre del 2013 una turista romana decise di fare una passeggiata nei boschi di monte Livata insieme a sua figlia di 4 anni e il figlio del compagno di 5. Si persero tra la neve e, disperata, la donna abbandonò i bambini in una grotta al gelo per andare a cercare i soccorsi. Ora dovrà rispondere di abbandono dei minori. La procura aveva chiesto l'archiviazione del caso perché secondo i pm "aveva preso l'unica decisione possibile". Tesi che è stata rigettata dal gip che ha disposto l'imputazione per la donna accogliendo la richiesta della madre del bambino contraria all'archiviazione. "L'indagata aveva preocostituito il pericolo assumendo una iniziativa sconsiderata e destinata a concludersi tragicamente". In sintesi, per il giudice, l'idea della passeggiata pomeridiana tra i boschi e nella neve era sconsiderata e destinata a finire male.

Quel giorno la donna fu ritrovata all'alba, mentre i bambini furono soccorsi dieci ore dopo su un pendio roccioso spaventati a morte e quasi congelati. La donna ha detto di averli lasciati soli per salvarli, mentre per il gip "se lasciare i bambini in quelle condizioni risponda a uno stato di necessità, è questione che non può essere risolta prendendo in esame in modo frazionato la vicenda. Va valutata anche la condotta antefatta".

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