Aveva abbandonato i figli su Monte Livata per cercare soccorsi, nei guai la mamma

Il 31 dicembre del 2013 una turista romana decise di fare una passeggiata nei boschi di monte Livata insieme a sua figlia di 4 anni e il figlio del compagno di 5. Si persero tra la neve e, disperata, la donna abbandonò i bambini in una grotta al gelo per andare a cercare i soccorsi. Ora dovrà rispondere di abbandono dei minori. La procura aveva chiesto l'archiviazione del caso perché secondo i pm "aveva preso l'unica decisione possibile". Tesi che è stata rigettata dal gip che ha disposto l'imputazione per la donna accogliendo la richiesta della madre del bambino contraria all'archiviazione. "L'indagata aveva preocostituito il pericolo assumendo una iniziativa sconsiderata e destinata a concludersi tragicamente". In sintesi, per il giudice, l'idea della passeggiata pomeridiana tra i boschi e nella neve era sconsiderata e destinata a finire male.
Quel giorno la donna fu ritrovata all'alba, mentre i bambini furono soccorsi dieci ore dopo su un pendio roccioso spaventati a morte e quasi congelati. La donna ha detto di averli lasciati soli per salvarli, mentre per il gip "se lasciare i bambini in quelle condizioni risponda a uno stato di necessità, è questione che non può essere risolta prendendo in esame in modo frazionato la vicenda. Va valutata anche la condotta antefatta".