Si chiama Ali Omar Hassan Ghareb il ragazzo di 25 anni noto nel mondo criminale come ‘er boss della Marranella'. È quanto emerge dalla maxi operazione antidroga messa in campo oggi dalla polizia e che è costato l'arresto di 21 persone: non stiamo parlando di un'operazione semplice, ma del risultato di due anni di indagini – cominciate nel 2017 – e che hanno portato allo smantellamento di due nascenti gruppo criminali romani e dei loro fornitori. La loro zona? Tor Pignattara e Marranella. Quella controllata da Ali Omar Hassan Ghareb, conosciuto nella zona come ‘Mauro', era la seconda. Nato in Italia da genitori arabi, accento romanaccio, residente nella multietnica Torpignattara, giovane e con la voglia di scalare le vette del mondo della criminalità organizzata, tanto da prendere contatti non con spacciatori qualsiasi, o con le ultime ruote del carro della catena di spaccio. Ali, infatti, trattava direttamente con Domenico Strangio, esponente di spicco e boss della ‘ndrangheta di San Luca.

Lo spaccio di cocaina in mano alla nuova banda della Marranella

Vent'anni dopo la fine della banda della Marranella capeggiata da Salvatore Sibio, un altro gruppo ha allungato le mani sulle piazze di spaccio della capitale. Giovani, determinati, con pochi scrupoli, erano diventati il punto di riferimento dei grandi fornitori di cocaina. Che, se volevano andare alla Marranella, dovevano parlare direttamente con loro. Perché ovviamente, con queste premesse, non c'erano concorrenti in quella zona. E se nulla hanno a che vedere con il vecchio gruppo criminale a livello di relazioni e collegamenti, certo è che si stavano facendo strada rapidamente al fine di imporsi al tavolo dei vari gruppi mafiosi locali. Tanto che avevano acquistato delle armi per mantenere più saldo il controllo sul territorio e minacciavano ritorsioni contro chi disubbidiva alle loro regole.

Le intercettazioni che hanno portato all'arresto della banda

Era ‘er boss della Marranella' a mantenere i contatti tra i fornitori e gli associati, e l'unico che provvedeva a recuperare gli stupefacenti da piazzare sul mercato. Nessun altro – a parte il suo braccio destro Daniele Alessandri, anche lui arrestato nel corso dell'operazione – poteva intrattenere relazioni esterne al gruppo e contrattare per lui. Ali si occupava anche di coordinare il collocamento, l'occultamento, la lavorazione e lo smercio di cocaina, hashish e marijuana. Nonché, ovviamente, di conservare il ricavato della vendita. "Mi ha lasciato delle birrette da lasciatte a te m'ha detto", diceva Alessandri ad Ali al telefono. Le birre erano chiaramente la sostanza stupefacente. In quasi tre anni di indagini, non è mai stata cambiata parola. E così le intercettazioni, invece di essere depistate, alla fine sono state di più facile comprensione per gli inquirenti. Ali è stato arrestato questa mattina: si trovava già agli arresti domiciliari a casa del fratello. E (almeno per ora) la banda della Marranella cessa nuovamente di esistere.