La scorsa domenica a Roma il calcio laziale si è macchiato di un grave episodio che ha visto protagonista un giovane arbitro, con l'aggressione nel quartiere San Basilio ai danni di Daniele Pozzi della sezione AIA di Roma 1. A seguito di quanto accaduto nel quartiere San Basilio la giustizia sportiva regionale ha deciso di sanzionare severamente la società ASD Tormarancio, con i tesserati ritenuti colpevoli di aver partecipato alla rivolta contro il fischietto. Il verdetto del campo era stato chiaro: sconfitta per 3-0 a tavolino e eliminazione definitiva dal torneo, ma la società non solo ha perso la possibilità di giocarsi la promozione in I categoria, ma a seguito della rissa è stata ufficialmente retrocessa nella III serie regionale. Nei confronti di alcuni calciatori sono scattate delle squalifiche che vanno da 6 mesi a un anno, così come alcuni elementi della società sono stati accusati di "mancata assistenza". Per la società, oltre alla retrocessione, è stato disposto l'obbligo di disputare le partite in casa "a porte chiuse" per tutta la prossima stagione.

L'aggressione dei giocatori di Tor Marancia ai danni dell'arbitro

Il giudice sportivo ha decretato queste sanzioni dopo la denuncia del giovane fischietto, che ha consegnato il referto nel quale veniva riportato ogni passaggio di quanto accaduto la scorsa domenica. Il 27enne è stato accerchiato dopo la decisione di sospendere la partita, una scelta che non è andata giù ai calciatori della squadra locale. Da lì è partita una vera e propria caccia all'uomo, con i tesserati dell'ASD Tormarancio che hanno inseguito l'arbitro fino agli spogliatoi, dove l'hanno preso a calci e pugni, per poi abbandonarlo a terra privo di sensi. Le immagini dell'aggressione sono state visionate dal giudice sportivo federale, che ha deciso di punire severamente sia la società che i calciatori.