Il 2 maggio scorso il corpo di Amalia Voican, 21 anni, veniva trovato a Roma in un dormitorio di fortuna in zona San Giovanni, uno stabile in totale abbandono. Il volto sfigurato e forse mangiato dagli animali, il suo corpo avvolto in una coperta e lasciato lì come se fosse uno straccio. "Mia figlia non aveva più i denti, sul suo viso non c'era rimasto neanche un pezzettino di pelle – racconta la mamma Viorica con voce tremante – ho potuto vedere come era ridotta Amalia solo attraverso delle foto, ma è stato terribile"

Come Desirée anche Amalia si è persa e non è più riuscita a risalire. Qualcuno avrebbe potuto salvare queste ragazze?  Qualcuno poteva salvare Amalia? Se lo chiede da mesi la mamma Viorica, che è stufa di aspettare e chiede a gran voce di sapere come e perché è morta la figlia. È una madre che non può darsi pace, divorata dai sensi di colpa per non essere riuscita a proteggere la sua bambina. "Io so benissimo che Amalia potrebbe essere morta di overdose e lo accetterei. A me basta sapere cosa le è successo". Il sospetto che qualcuno potrebbe averle fatto del male c'è, e ci sono riscontri di minacce ricevute prima di morire. Ma per sapere con certezza se l'ha uccisa la droga o qualcuno bisognerà attendere l'esito delle indagini. “Siamo in attesa degli esiti degli accertamenti medico-legali e tossicologici – conferma l’avvocato Marco Valerio Verni, che sta aiutando i genitori di Amalia nella ricerca della verità- e dovrebbero arrivare ormai da un momento all’altro. A parte questo, so che gli investigatori stanno percorrendo diverse piste, su cui però occorre mantenere lo stretto riserbo”.

Amalia, che si faceva chiamare Nena Panic, viveva da sola in Italia ed è stata vista per l'ultima volta il 16 aprile a Civita Castellana. Qualcuno dice di averla vista due giorni dopo alla stazione Termini di Roma. Poi il buio.

Era voluta andare via dall'Inghilterra dove si era trasferita da alcuni anni con la madre, per tornare in

Italia. "Io e mio (ex) marito siamo romeni ma abbiamo vissuto vicino Roma per tanti anni. Siamo arrivati qui quando Amalia aveva solo 3 anni, ha trascorso tutta la sua infanzia e adolescenza in Italia e per questo aveva tanta nostalgia". La madre e il padre (che invece abita in Romania) cercano di convincerla ma Amalia non vuole sentire ragioni. Ha 20 anni e tutto il diritto di prendere e cercare la sua strada altrove. "Ho tanti amici lì che possono ospitarmi" aveva garantito Amalia alla madre ma per come sono andate le cose probabilmente non era così. La ragazza passava la maggior parte delle notti in alloggi di fortuna, rifiutando anche l'ospitalità di alcune amiche nel tentativo di strapparla al buco nero dove si stava infilando. Forse era ricaduta nel tunnel dell'eroina.

E sono proprio le sue amiche, Romina e Caterina, a cercarla fin dai primi giorni. Sanno che Amalia non se la passava benissimo negli ultimi tempi. Viveva un po' dove capitava e temono il peggio. Tanti appelli con le sue foto girano sui social, il grido di aiuto di queste ragazze arriva anche nella redazione di "Chi l'ha visto". Ma è stato tutto inutile. Mentre le sue amiche la cercavano disperatamente, Amala probabilmente era già morta, buttata su un vecchio materasso con una coperta sudicia addosso come per farla "sparire" almeno alla vista di chi dormiva lì.