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Covid 19
6 Aprile 2020
19:27

Alla Romanina la prima area rossa di Roma: positivi al Selam Palace, interviene l’esercito

L’esercito sta presidiando la zona circostante al Selam Palace alla Romanina, diventato la prima zona rossa di Roma, per alcuni contagi tra gli ospiti della struttura. I medici sul posto stanno effettuando tamponi sui potenziali contatti dei contagiati. Sono in corso accertamenti sugli abitanti del palazzo.
A cura di Alessia Rabbai
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Il Selam Palace, la struttura occupata in zona La Romanina diventa la prima zona sorvegliata di Roma per l'emergenza coronavirus, dove oggi è intervenuto l'esercito. Si tratta di un immobile che ospita alcune centinaia di persone che hanno diritto a protezione internazionale e dove si sono registrati casi di Covid-19. I militari stanno presidiando la zona su ordine della prefettura ed è interdetto ogni accesso, insieme alle forze dell'ordine. Sono in corso i controlli dei medici della Asl con la collaborazione della protezione civile, che stanno eseguendo tamponi sulle persone entrate in contatto con i contagiati. Al momento non è ancora chiaro il numero dei contagi, in corso d'accertamento, ma si teme un nuovo cluster, a causa degli spazi comunitari e che il virus si sia diffuso tra gli ospiti: uomini, donne e famiglie con bambini.

Il Selam Palace alla Romanina

Selam Palace è la più grande occupazione abitativa della Capitale di persone titolari di protezione internazionale, progettata in origine per essere una struttura universitaria. Due giorni fa gli operatori dello sportello socio sanitario dell'associazione ‘Cittadini del Mondo' insieme all'elemosiniere di Papa Francesco, Konrad Krajewski, hanno consegnato agli abitanti beni di prima necessità (cibo, latte, acqua), mascherine, guanti, gel igienizzante, saponi, asciugamani, candeggina e panni per le pulizie. Il palazzo di nove piani si trova in zona La Romanina e ospita circa 400 persone originarie del Corno d’Africa provenienti da Etiopia, Eritrea, Somalia e Sudan. Un luogo di ritrovo che nasce nel 2006, dopo lo sgombero dell’Hotel Africa a seguito delle richieste dei migranti, alle quali l'amministrazione comunale ha risposto con il trovar loro un alloggio alternativo, appunto il palazzo in via Arrigo Cavaglieri.

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