Tra le vittime dell'agguato di Ostia ci sarebbe anche il nipote di Terenzio Fasciani, fratello di Carmine, il boss della famiglia egemone nel territorio del litorale romano. Si tratta di un pizzaiolo di 41 anni. Insieme a lui è stato ferito alle gambe il padre della proprietaria della pizzeria dove lavorava. "Per noi queste non sono cose all'ordine del giorno, ci inorridiscono e ci fanno male tanto quanto a qualunque altra persona comune e per bene di cui questo quartiere è pieno, malgrado la pubblicità negativa e le evidenti difficoltà del territorio", ha scritto oggi su Facebook la titolare del locale. I pm della direzione distrettuale antimafia della procura di Roma stanno indagando per tentato omicidio. Le indagine sono state affidate ai sostituti procuratori Ilaria Calò e Barbara Zuin e sono coordinate dal procuratore aggiunto Michele Prestipino.

Sabella: "Troppa timidezza a Ostia nell'usare la parola mafia"

"Sui giornali si parla di mala, di far west, di malavita. C'è ancora timidezza, parlando di Ostia, a pronunciare la parola mafia. Vado a memoria, negli ultimi anni ci sono stati almeno 15 o 16 incendi agli stabilimenti balneari. Poi c'è stato un incendio all'ufficio comunale dove sono custodite le concessioni degli stabilimenti. Venti incendi ad attività commerciali, 4 agguati con colpi di armi da fuoco, 6 gambizzazioni, 2 omicidi, 5 tentati omicidi, vari episodi di minacce ed intimidazioni, alcune anche con teste di porco mozzate portate davanti alle abitazioni. E questo è solo quello che si sa", ha dichiarato ai microfoni di Radio Uno Alfonso Sabella, ex assessore alla Legalità al comune di Roma e delegato a Ostia del sindaco Ignazio Marino.