Arrestato per una rapina che non aveva mai commesso, ha trascorso quattro mesi nel carcere di Civitavecchia. Per questo un operaio di 31 anni residente a Ferentino dovrà avere dallo Stato un risarcimento pari e 30mila euro. Lo ha stabilito la corte di Appello di Perugia, al quale l'uomo – rappresentato dall'avvocato Alessandro Loreto – si era rivolto per ottenere giustizia. L'incubo per il 31enne è iniziato nel 2016 quando, di ritorno da un viaggio all'estero, era stato immediatamente arrestato appena sceso da un aereo all'aeroporto di Fiumicino. L'uomo, incredulo, ha poi appreso di essere accusato di una rapina a mano armata avvenuta in una villa nel 2009: un crimine che lui non aveva mai commesso. Ritenuto colpevole, ha trascorso quattro mesi nel carcere di Civitavecchia ed è stato poi condannato a sei anni e sei mesi di carcere. Fortunatamente il suo avvocato è riuscito poi a farlo assolvere, dimostrando la sua estraneità ai fatti.

Il legale dell'uomo è riuscito a dimostrare che il suo assistito non poteva aver preso parte alla rapina in villa per un semplice motivo: quel giorno non si trovava in Italia, ma all'estero. Ed era quindi fisicamente impossibilitato a essere contemporaneamente nella villa con una pistola in mano e fuori dal paese. Un tragico errore, uno scambio di persona che però gli ha condizionato l'esistenza: senza contare che, a causa della gravità del reato contestatogli, l'operaio in carcere non ha potuto usufruire di alcuni benefici riservati ai detenuti. E per questo il Tribunale ha deciso per il risarcimento di 30mial euro per l'ingiusta detenzione.