Mohammed Rarhdoun, il cittadino marocchino di 37 anni in carcere per l'aggressione a un uomo di origine georgiana la sera del 21 aprile scorso a Termini, è stato condannato a otto anni di reclusione. L'accusa è di tentato omicidio aggravato dall'odio religioso. La Procura di Roma aveva chiesto nove anni: in fase di processo sono caduti i futili motivi contestati all'uomo, e anche eventuali matrici terroristiche legate alla jihad islamica. Rarhdoun si trova in carcere dal giorno di Pasqua dello scorso anno, dopo che per una lite su un autobus aveva dato una coltellata al collo a Samuel Ambarian, con il quale aveva iniziato a discutere poco prima su un mezzo della linea 64, in zona Termini. Secondo la ricostruzione della Procura, l'intenzione di Rahrdoun sarebbe stata inizialmente quella di rapinare Ambarian della catenina che portava al collo. Quando si è accorto che la collana aveva un ciondolo a forma di crocifisso, si sarebbe alterato ancora di più.

Accoltellò uomo al collo per una catenina, condannato per tentato omicidio

Rahrdoun ha seguito la vittima anche dopo che era scesa dal bus, l'ha raggiunta in piazza dei Cinquecento e l'ha colpita al collo con un coltello, scatenando il panico tra le persone presenti. Secondo quanto riportato da Ambarian, nel colpirlo Rahrdoun avrebbe gridato ‘cattolico di m***a'. La ferita fortunatamente è risultata non mortale e Ambarian è riuscito a fuggire verso un gruppo di poliziotti che stava stazionando in via Giolitti. Sconvolto per quanto accaduto, ha raccontato alle forze dell'ordine la brutale aggressione subita. Rahrdoun, che in un primo momento si era dato alla fuga, è stato rintracciato poco dopo in via Cavour e ammanettato. Da allora, si trova recluso in carcere. L'avvocato dell'uomo ha dichiarato che farà ricorso contro la sentenza emessa dal Tribunale di primo grado.