Immagine di repertorio (La Presse)
in foto: Immagine di repertorio (La Presse)

Da gennaio ad oggi sono 128 i casi di pirati della strada, ovvero di automobilisti che, dopo aver provocato un incidente si danno alla fuga o non prestano soccorso. Tanti, troppi, secondo il Comandante generale della Polizia Locale Antonio Di Maggio che ha presentato i drammatici, numeri, commentandoli così con il Corriere della Sera: "C’è una cosa che fa veramente impressione quando fermiamo un pirata della strada: resta freddo, insensibile. Non mostra emozioni, se non per sé stesso. È più preoccupato di trovare una via d’uscita e limitare le conseguenze penali, che di aver appena ucciso una persona ed essere scappato. Inventa scuse, ricostruzioni incredibili pur di farla franca". Numeri che vanno letti assieme alle 111 denunce per omissione di soccorso, 38 per omicidio stradale e circa 300 per lesioni stradali gravi. Nel 90% dei casi i pirati vengono individuati.

il comandante Di Maggio lancia poi un appello dalle pagine del quotidiano:

L’appello che mi sento di lanciare è di non fuggire mai. Prima di tutto per un discorso etico: una vittima di investimento, se soccorsa in tempo, ha delle possibilità in più di sopravvivenza. Poi suggerisco vivamente di non allontanarsi perché ormai il livello delle nostre indagini – e di questo ne vado fiero -, come del resto quelle di polizia e carabinieri, anche a largo raggio, è talmente elevato e puntuale che i casi insoluti sono davvero rari. Infine è bene fermarsi subito per non aggravare la propria posizione processuale