Si è spento oggi a Passoscuro, nel territorio di Fiumicino sul litorale a Nord della Capitale, l'attore Flavio Bucci. L'artista aveva 72 anni ed è ricordato soprattutto per alcuni ruoli interpretati con grande passione, come quello del pittore Luciano Ligabue o di Don Bastiano in "Il Marchese del Grillo". Recitò anche in "Suspiria" di Dario Argento e e ne "Il Divo di Paolo Sorrentino. A dare l'annuncio della scomparsa il sindaco di Fiumicino Esterino Montino: "Quando un artista se ne va lascia sempre un gran vuoto. Mi dispiace molto della scomparsa dell'attore Flavio Bucci, che da anni risiedeva a Passoscuro. Un grande caratterista, di quelli che hanno fatto grande la cinematografia italiana. Esprimo le condoglianze mie e dell'Amministrazione ai familiari e amici".

Geniale davanti alla macchina da presa e sregolato nella vita privata, nel 2018 Flavio Bucci aveva raccontato se stesso in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui raccontava di essere finito in povertà per colpa degli eccessi, del consumo di alcolici e di cocaina, tanto da andare a vivere in una casa famiglia a Passoscuro: "Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardi. L'alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo. Lasci perdere discorsi di morale, che non ho. E poi cos'è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcuno? Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?".

Scelte per le quali l'attore, non provava nessun rimorso: "La vita è una ed è tua, puoi farci quello che vuoi. Non mi sento colpevole verso nessuno, non ho rimpianti oppure se preferisce posso anche dirle che ne ho, tanto non potrei cambiare niente. La verità è che tutti ti pretendono a loro immagine e somiglianza, però io sono come sono. Non mi voglio assolvere da solo e non voglio nemmeno andare in Paradiso, che poi sai che noia lassù". A leggerle oggi queste parole sembrano una specie di testamento.