"Avete associato Maurizio agli Spada, ma né lui né noi c'entriamo nulla con loro, nemmeno li conosciamo". A parlare sono la moglie e la zia di Maurizio De Dominicis, l'uomo di 39 anni accusato di aver accoltellato all'addome un ragazzo di 19 anni perché aveva importunato la figlia 15enne. "Lui ha solo cercato di difenderla – racconta la zia a Fanpage.it – Lei è passata davanti alla stazione e quelli l'hanno spinta al muro, l'hanno iniziata a toccare e a dirle parole come ‘troia' e ‘zoccola'. Poi è corsa a raccontarlo al padre, che non è andato da loro armato come si sta raccontando. Io ho visto la scena perché stavo andando al lavoro: Maurizio era andato da quei ragazzi solo per dire che non dovevano azzardarsi a comportarsi così e di lasciar perdere la figlia. Qualsiasi padre l'avrebbe fatto. Poi è uscito uno col cacciavite e gliel'ha dato in testa. In due secondi sono uscite altre persone come mosche e gli si sono gettate addosso".

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"Abbiamo sentito le urla, le grida e poi è iniziato a volare di tutto – raccontano alcune persone presenti nella piazza quel giorno – Prima erano due contro due, poi è iniziata ad arrivare altra gente. A un certo punto abbiamo visto il ragazzo colpito a terra, e la maglia da bianca diventare rossa per il sangue". Secondo quanto riportato dai testimoni, l'ambulanza sarebbe arrivata per ultima, dopo guardia di finanza, polizia e carabinieri. "La stazione ogni volta è un casino, succede sempre qualcosa di brutto. Le forze dell'ordine passano solo la mattina, poi se ne vanno. E quando scoppiano i casini, non ci sono mai".

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Secondo quanto detto dalla moglie e dalla zia di Maurizio De Angelis, adesso in carcere con l'accusa di omicidio, il coltello sarebbe stato dei ragazzi egiziani. "Maurizio era a terra e lo stavano aggredendo in sette. Lui aveva il coltello, chi lo dice che è stato lui a ferire il ragazzo? Magari è stato un suo amico, con quel casino non si capiva nulla". La maxi rissa, che ha visto contrapporsi un gruppo di ragazzi di origine egiziana e i parenti della ragazzina, è scattata martedì 28 maggio alla Stazione Lido Centro di Ostia. E, durante la colluttazione, sono iniziate a volare bottiglia di birra, sassi e qualsiasi altro oggetto si trovasse nelle vicinanze. Poi, sono spuntati anche un coltello e un cacciavite. Colpito all'addome, Salem Mostafa Gabr è morto dopo ore di agonia al San Camillo di Roma. È stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma non ce l'ha fatta.