Il pm Cristina Macchiusi aveva chiesto una condanna quindici anni di reclusione, il la seconda sezione del tribunale di Roma, presieduta da Giuseppe Vito Mezzofiore, ha scelto una pena esemplare, condannando a venti anni di carcere i due giovani di nazionalità romena che, che nell'estate del 2015, seviziarono e violentarono per una notte intera una ragazza di vent'anni all'interno di una baracca nella pineta di Ostia. La ragazza, una cittadina polacca ventenne successivamente deceduta a Varsavia, decise di fidarsi di quei due giovani poco più grandi, che prima le offrirono da bere sul lungomare, e poi la portarono nella loro baraccata. Durante la lettura della sentenza uno dei due imputati – secondo quanto riportato dal quotidiano il Messaggero – ha mimato in aula il gesto del suicidio. Si tratta di Nicolae Docheru che, al contrario del suo coimputato Marian Tanasie, si è sempre professato innocente parlando di un rapporto consenziente con la ragazza.

La vittima della violenza quel primo agosto raggiunse un ristorante in slip e coperta dei segni delle percosse, denunciando poi alle forze dell'ordine i suoi aguzzini e raccontando di essere stata abusata sedici o diciassette volte da diversi uomini. Un racconto confermato anche da un un altro cittadino romeno, che ha raccontato di averla vista nella pineta "riversa su un materasso all’esterno della baracca, piegata su un fianco, piena di lividi e sanguinante". Quando qualcuno provò a fermare le violenze finì in rissa con tanto di coltellate, dandogli la possibilità di scappare.