Due biologi, che fino al 2014 prestavano servizio presso il Centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, sono ora sospettati di aver ‘perso' gli embrioni di almeno tre aspiranti madri. Le cellule, che ora sono state ritrovate conservate a -190 gradi nel centro, era stato comunicato alle pazienti che erano state rese inutilizzabili per un danneggiamento in fase di scongelamento., così come riportato nelle cartelle cliniche. Il caso è venuto alla luce dopo alcuni controlli dei Nas dei carabinieri, gli episodi sotto la lente d'ingrandimento vanno dal dicembre 2012 al novembre 2013

La vicenda, raccontata oggi dal quotidiano il Messaggero, è finita in tribunale e ora i due biologi sono accusati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in un atto pubblico. Le tre donne coinvolte nelle vicenda potrebbero poi chiedere ulteriori danni, se fosse dimostrato che la vicenda avrebbe danneggiato o impedito la loro possibilità di diventare madre. "Il cammino che porta alla fecondazione è lungo e delicato – spiegano sul quotidiano romano le tre donne che potrebbero costituirsi parte civile. – Vogliamo la verità. Ci sentiamo derubate del nostro sogno. Erano i nostri focolai di vita".